Fecondazione assistita

L'Associazione Luca Coscioni ritiene che la procreazione assistita sia un diritto di ogni cittadino italiano e si batte (dopo aver dato vita al referendum del giugno 2005) affinchè la Legge 40/2004 venga sostituita da una disciplina più europea, laica e liberale. Ritiene che l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita debba essere un diritto. Pertanto fornisce l'indicazione dei centri europei in cui è possibile recarsi per sottoporsi alle pratiche di fecondazione assistita vietate nel nostro Paese, con i relativi costi e assiste le coppie che vogliano ricorrere in giudizio contro i divieti della legge 40.

Fecondazione assistita

Per fecondazione assistita si intende l’insieme delle tecniche con cui è possibile fare nascere un essere umano senza ricorrere a un rapporto eterosessuale. In molti casi esse consentono la procreazione senza la trasmissione del proprio patrimonio genetico, grazie al ricorso alla donazione di gameti sia maschili che femminili. Alcuni tipi di riproduzione assistita implicano che la fecondazione avvenga all’interno del corpo della donna (in vivo); tra queste l’inseminazione e la Gift (Gametes Intra Fallopian Transfer). Altre tecniche di riproduzione assistita, come la FIVET, si definiscono in vitro, in quanto comportano che l’incontro fra i gameti avvenga in provetta. 

Il 10 marzo 2004 entra in vigore la  legge 19 febbraio 2004, n. 40, ‘Norme in materia di procreazione medicalmente assistita’. Dopo dieci anni di dibattito parlamentare la libertà riproduttiva, fino ad allora considerata parte inalienabile dei diritti della persona, viene regolamentata  e sottoposta a restrizioni.

SPECIALE #DIECIANNILEGGE40


IL VUOTO NORMATIVO PRIMA DELLA LEGGE 40

Prima dell’entrata in vigore della legge 40/2004, la materia concernente la Procreazione medicalmente assistita (Pma) era disciplinata di fatto da:

1.       ordinanze dei ministri della Salute;
2.       Codice deontologico dei medici;
3.       taluni interventi dei giudici. Approfondimento qui a cura di Filomena Gallo per Cedam

Nel 2004 all’indomani dell’entrata in vigore della legge numero 40 i radicali con l’ Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica proposero un referendum abrogativo totale per questa norma che era stata condannata dal mondo scientifico e giuridico come lesiva del diritto alla salute e del principio di uguaglianza; alcuni partiti di sinistra proposero invece quesiti parziali sulla norma. Il referendum si concluse con il 25 % degli italiani che condannarono la legge ma senza che il quorum venisse raggiunto, a causa dell’ostruzionismo del Vaticano e di una disinformazione della stampa. Qui i quesiti refendari

Oggi a distanza di 7 anni i tribunali, sia italiani che europei, hanno confermato che avevamo ragione e che il Parlamento ha legiferato non tenendo conto della realtà effettiva delle cose.

 

LA LEGGE 40 ALL’ESAME DEI TRIBUNALI

La prima volta che la norma è arrivata all’esame di un giudice fu nel 2004 a Catania con richiesta di applicazione della diagnosi preimpianto. Domanda rigettata.

Sulla stessa questione è intervenuto dopo il tribunale di Cagliari, chiedendo alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità delle disposizioni o dell’interpretazione di esse secondo le Linee Guida ministeriali, sulla base delle quali i genitori dovevano accettare le pratiche di fecondazione senza sapere se esse potevano dar luogo alla nascita di un figlio sano o malato. La Corte non si pronunciata per ragioni formali e non è entrata  nel merito del quesito posto.

Successivamente, sempre il Tribunale di Cagliari il 24 settembre 2007, con ricorso ex art 700 “Ammissibilità Diagnosi preimpianto", disapplicò le Linee Guida applicative della legge numero 40/04 che prevedono come tecnica di diagnosi preimpianto solo l’indagine di osservazione dell’embrione.

Le Linee Guida, atto di rango normativo inferiore alla Legge 40/04, non possono contenere divieti non previsti nella norma. Il giudice ha ordinato pertanto l’esecuzione dell’indagine di preimpianto .

Tale applicazione della norma è stata confermata dal Tribunale Firenze, il 17 dicembre 2007- “Ammissibilità indagine preimpianto".

Tali decisioni di merito non avevano tuttavia una portata generale.

Sarà il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che, in data 21 gennaio 2008, annulla le Linee Guida nella parte relativa alle Misure di Tutela dell’embrione, laddove si istituiva che ogni indagine sull’embrione fosse solo di tipo osservazionale.

Sollecitata da diversi tribunali, intervenne anche la Corte Costituzionale che, con decisione 151, emessa il 1 aprile 2009, ha dichiarato l’illegittimità di una parte importante della legge 40.

I giudici della Consulta affermarono che è costituzionalmente illegittimo (e deve quindi essere cancellato dal nostro ordinamento) l’art. 14 della legge citata, nella parte in cui imponeva un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre embrioni.

Ma la Corte è intervenuta anche sul divieto di crioconservazione poiché, con una sentenza d’incostituzionalità, ha aperto una deroga al divieto di crioconservazione degli embrioni.

Un altro punto fondamentale che emerge dal pronunciamento della Corte Costituzionale è che i diritti del concepito sono in subordine rispetto a quelli della donna.

Dopo questa importantissima sentenza ci sono state due ordinanze di Tribunali: la prima emessa da quello di Bologna che ha consentito ad una coppia non sterile in modo assoluto, già con figli concepiti naturalmente, di ricorrere alla Pma e di eseguire una diagnosi genetica preimpianto per avere un figlio sano.

[La testimonianza di genitori con malattie genetiche]

La seconda viene emessa dal Tribunale di Salerno il 9 gennaio 2010, per cui “ solo la Pma attraverso la diagnosi preimpianto, e quindi l’impianto solo degli embrioni sani, mediante una lettura “costituzionalmente” orientata dell’art. 13 L.cit., consentono di scongiurare tale simile rischio”.

A novembre 2012 il Tribunale di Cagliari ordina al laboratorio di citogenica dell’ospedale Microcitemico di Cagliari di eseguire l’indagine diagnostica preimpianto o di utilizzare strutture esterne,  a seguito della fecondazione in vitro della coppia infertile ricorrente. I dettagli cliccando qui

7 dicembre 2012: il GI Pompei solleva il dubbio di legittimità sul divieto di revoca del consenso informato e donazione degli embrioni alla ricerca. (Approfondisci QUIUdienza pubblica in Corte Costituzionale il 22 Marzo 2016 . 18.02.16 Convegno: L'Italia davanti al giudizio di costituzionalità sul divieto di ricerca sugli embrioni. Qui video,Qui gli interventi. La video testimonianza: la storia di Martina. Firma la Petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali 

Nel gennaio e febbraio 2014 i G.I Albano e Bianchini del Tribunale di Roma hanno sollevato dubbio di legittimità costituzionale sul divieto della legge 40 all'accesso alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita per le coppie fertili. Per la prima volta tale divieto arriva all'esame della Corte Costituzionale. (Per approfondire decisione del 14 gennaio clicccare qui; per approfondire decisione del 28 febbraio cliccare qui14 MAGGIO 2015: LA CORTE COSTITUZIONALE HA RITENUTO IL DIVIETO INCOSTITUZIONALE (LEGGI IL COMUNICATO DELLA CORTE QUI, LEGGI IL NOSTRO COMUNICATO QUI, LEGGI LE MOTIVAZIONI, IL NOSTRO COMMENTO E LA SCHEDA TECNICA QUI, PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA NELLA GAZZETTA UFFICIALE)

8 aprile 2014: la Corte Costituzionale si riunisce per discutere del divieto di fecondazione eterologa [VIDEO UDIENZA CORTE COSTITUZIONALE]

9 aprile 2014: la Corte Costituzionale cancella il divieto di fecondazione eterologa [SENTENZA 162/2014] [APPROFONDIMENTO] [PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE]

18 giugno 2014: udienza dinanzi alla Corte Edu del divieto di revoca consenso informato e divieto embrioni alla ricerca

18 agosto 2014: il Tribunale di Bologna ordina al centro di PMA Sismer di effettuare l'eterologa, accogliendo il ricorso di una coppia assistita dagli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini, e smentendo le dichiarazioni del Ministro. (Ordinanza; comunicato Gallo/Baldini; comunicato Gallo/Cappato

15 maggio 2015 La Corte costituzionale, nella camera di consiglio del 14 maggio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale degli artt. 1, commi 1 e 2, e 4, comma 1, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui non consentono il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche trasmissibili, rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194, accertate da apposite strutture pubbliche.( SentenzaDichiarazione collegio legale; Comunicato) 
 
11 novembre 2015 La Corte costituzionale: 1)dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 13, commi 3, lettera b), e 4 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui contempla come ipotesi di reato la condotta di selezione degli embrioni anche nei casi in cui questa sia esclusivamente finalizzata ad evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili rispondenti ai criteri di gravità di cui all’art. 6, comma 1, lettera b), della legge 22 maggio 1978, n. 194 (Norme per la tutela della maternità e sulla interruzione della gravidanza) e accertate da apposite strutture pubbliche; 2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 14, commi 1 e 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), sollevata − in riferimento agli artt. 2 e 3 della Costituzione ed all’art. 117, primo comma Cost., in relazione all’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950, ratificata e resa esecutiva con legge 4 agosto 1955, n. 848 − dal Tribunale ordinario di Napoli, con l’ordinanza in epigrafe.(Sentenza;Comunicato Dichiarazione congiunta scheda sentenza)


LE AZIONI INTERNAZIONALI

Le decisioni europee

Il 1 aprile 2010 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Austria in riferimento alla legge sulla Procreazione medicalmente assistita. Ha  affermato che il divieto assoluto di fecondazione eterologa in vitro infrange il diritto di famiglia e crea una discriminazione.

Tuttavia, sempre la CEDU, il 6 novembre ha stabilito, con sentenza definitiva, che l’Austrian artificial procreation act, l'equivalente della legge 40 italiana, che vieta la fecondazione eterologa, non vìola la Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Il 28 agosto 2012 i giudici della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo all'unanimità hanno condannato lo Stato italiano perché la legge 40, vietando alle coppie fertili portatrici di patologie genetiche l'accesso alle tecniche di fecondazione in vitro con diagnosi preimpianto, viola l'articolo 8 della Carta Europea dei Diritti dell'Uomo.

27 agosto 2015 - Corte Europea dei diritti dell'uomo la decisione sul caso Parrillo c/Italia, riguardante la possibilità di disporre degli embrioni di sua proprietà che dal 2001 sono crioconservati non più per fini procreativi. (SentenzaRicorsoComunicato)

[Le sentenze della Corte e della Grande Camera Edu]

La petizione al Parlamento europeo 

Corte Inter Americana dei diritti umani (Il caso Costa Rica)

Lettera ai parlamentari dell'America del Sud

[Il dettaglio dell'indice delle pronunce sulla legge 40]

[Cosa resta della legge 40] [DOSSIER DEL GRUPPO BIODIRITTO

 

LE ATTIVITA' PARLAMENTARI

Dal 2004 ad oggi, sono state depositate  proposte e disegni di legge promosse dagli esperti dell'Associazione Luca Coscioni per la modifica della legge 40/04.
 
Legislatura XVI: 
Senato a firma dei Senatori Perduca, Poretti e Bonino (che trovi a questo link);
Camera dei Deputati pdl depositata  dagli Onorevoli Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Turco, Zamparutti e Bucchino (che trovi qui).
 
Legislatura XVII:
Senato a firma dei Senatori: Manconi (che trovi qui e qui ); Francesco Palermo ( qui e qui )
Camera dei Deputati mentre alla  e una depositata dall'onorevole Marzano (che trovi qui e qui )


LE RELAZIONI AL PARLAMENTO

L'articolo 15 della Legge 40/04 prevede che:" 1. L'Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell'articolo 11, comma 5, sull'attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull'attuazione della presente legge".

Elenco Relazioni annuali del Ministro della Salute al Parlamento sullo stato di attuazione della legge 40/2004

ULTERIORI APPROFONDIMENTI

- La normativa in materia di Procreazione Medicalmente Assistita e le relazioni sull'attuazione della Legge 40/2004 che il Ministro della Salute presenta in Parlamento sul sito del Registro Nazionale PMA- ISS cliccando QUI
 
- Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 14/109/CR02/C7SAN  cliccando QUI
 
- Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano 14/121/CR7c/C7 Definizione tariffa unica convenzionale per le prestazioni di fecondazione eterologa cliccando QUI

Cosa ne pensa il Comitato Nazionale per la Bioetica sulla fecondazione? Puoi leggere qui il parere.

L'Associazione Luca Coscioni ha tenuto i seguenti seminari sul tema:

1. puoi leggere e seguire il seminario del 17 dicembre 2010: "Quel che resta della Legge 40" ;

2. puoi vedere: "Dopo 8 anni di Legge 40: proposte per ridurre i danni" del 16 gennaio 2012";

3. puoi leggere e seguire il seminario del  giorno 8 aprile 2015: "Staminali e fecondazione assistita: evoluzione giurisprudenziale dei diritti della persona "

 4. L'Italia davanti al giudizio di costituzionalità sul divieto di ricerca sugli embrioni: Qui video, Qui gli interventi, scarica Qui il PDF. Firma la Petizione per la libertà di ricerca sulle staminali embrionali 

Leggi anche il rapporto CENSIS dal titolo: "DIVENTARE GENITORI OGGI: IL PUNTO DI VISTA DELLE COPPIE IN PMA - Indagine sulla fertilità/infertilità in Italia" (Maggio 2016)

  

L'ETEROLOGA IN EUROPA


(Fonte: Corriere.it)


COSA POSSIAMO FARE PER TE

L’Associazione fornisce assistenza legale alle coppie che vogliono ricorrere in tribunale contro i divieti della legge. Come fare? Consulta la nostra pagina di Soccorso Civile.