Veneto: No ai trapianti per i diversamente abili

Una delibera della Regione Veneto, adottata un anno fa, prevede “controindicazioni assolute al trapianto d’organo” in caso di danni cerebrali irreversibili, e ritardo mentale con quoziente intellettivo inferiore al 50 per cento”, e “controindicazioni relative”, nel caso in cui questo ritardo mentale registri un quoziente intellettivo inferiore a 70. E’ quanto denuncia in un comunicato la parlamentare radicale Maria Antonietta Farina Coscioni. La notizia è stata resa pubblica dal Corriere della Sera che ha dato voce a tre docenti universitari, i professori Nicola Panocchia e Maurizio Bossola, del servizio emodialisi del Policlinico Gemelli, e il professor Giacomo Vivanti, psicologo californiano. Essi sostengono che non “esiste un motivo razionale per negare un organo a pazienti non in grado di intendere e volere”, e che “l’incapacità di migliorare la qualità di vita e la presunta scarsa aderenza alla terapia sono le giustificazioni avanzate da chi è favorevole alla selezione”, ma opportunamente e doverosamente fanno presente che questa tesi non è sorretta da alcun dato scientifico”. Le deputate radicali Farina Coscioni e Bernardini hanno presentato una interrogazione parlamentare per chiedere l’opinione del governo e i provvedimenti da attuare contro la delibera.

Lunedì, 14 giugno, 2010 - 13:57

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