Tra paura e ignoranza

di Janez Potocnik

Grazie per avermi invitato a questo congresso. Vorrei scusarmi perché dovrò lasciarvi presto per partecipare al consiglio “competitività”.E’ interessante l’epoca in cui viviamo. E’ interessante l’argomento affrontato dalla vostra conferenza. La crisi finanziaria ci può impartire alcune lezioni. Concentriamoci sulla scienza. Libertà e libertà di ricerca scientifica sono concetti talmente potenti, così interessanti per la nostra umanità. Come alcuni di voi probabilmente sanno, io sono cresciuto nella ex Jugoslavia. Sono stato testimone di una breve guerra che ha portato all’indipendenza della Slovenia e poi all’entrata nell’Unione europea. Sebbene sia durata un paio di giorni, ricorderò sempre la transizione che ho attraversato. Ribaltai la mia situazione personale. Non solo in termini di comprensione, ma anche di educazione. Facendo il mio ingresso in società, mi ripromisi che sarei stato un bravo ragazzo fino alla fine della mia vita. Tutti noi vogliamo la libertà di vivere. Siamo esseri umani sociali. Viviamo in prossimità ravvicinata con altri. Una società civilizzata è necessaria nella pratica. Riguardo al concetto di libertà: la libertà di una persona non dovrebbe togliere la libertà al proprio vicino. Ci vuole un equilibrio tra tipi di libertà positive e negative. La mancanza di limiti alle azioni di qualsiasi individuo è la libertà positiva, la cornice generale, la libertà per tutti. In parole povere è quello che colse Winston Churchill con la sua celebre frase: “In una democrazia non possiamo avere tutti tutto nel modo in cui lo vogliamo”.C’è un equilibrio tra obblighi e libertà. E trovare l’equilibrio è uno dei ruoli principali della politica e del dibattito democratico. Naturalmente la nostra epoca, grazie a nuovi sviluppi e nuova comprensione, può spostare l’equilibrio. Talvolta gradualmente, talvolta improvvisamente. Anche le visioni generali che la nostra epoca ha della scienza sono cambiate molto. All’inizio, per gran parte della storia, la scienza e la ricerca erano viste più come un pericolo per le credenze e i sistemi costituiti che non come un beneficio per il genere umano stesso. O per il pianeta intero. Nella società moderna possiamo guardare indietro a questo tipo di repressione evidentemente sbagliata, non solo sul piano etico della libertà ma nel senso che ha ritardato il progresso scientifico grazie al quale la scienza ha migliorato le nostre vite. Oggi il concetto generale di libertà è parte del quadro sociale. La libertà di idee e conoscenza come bene essenziale è protetta dalla repressione. Ma anche la scienza ha fatto dei passi avanti. E più essa ci aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo, più possibilità ci offre di cambiare il mondo. La scienza e la tecnologia che essa aiuta a creare hanno esteso le opzioni umane. Possiamo volare attorno al mondo in meno di un giorno. Possiamo connetterci immediatamente via internet. Possiamo curare o prevenire la maggior parte delle malattie. E lavoriamo duro su quelle che continuano a minacciarci. La ricerca e lo sviluppo sono parte dei sistemi economici. Sono il motore che muove in avanti la produttività e le economie di crescita. Questo è ampiamente riconosciuto. Queste sono alcune delle molte cose buone che la scienza ci ha portato e che ci hanno cambiato la vita. Nell’ultimo secolo la creazione e l’uso della bomba atomica fece emergere nelle nostre vite il fatto che esistevano tecnologie meno nobili. Per la prima volta nella storia il progresso scientifico si sviluppò nel senso che era possibile immaginare l’umanità distruggere se stessa e il pianeta su cui viviamo. Solo più tardi in quel secolo si realizzò il danno che noi umani stavamo facendo e avevamo fatto al pianeta. Fu rivelata la fragilità della natura, del pianeta da cui dipendiamo. Arrivo al punto: il progresso scientifico ha allargato la serie delle azioni umane. Il bisogno di una visione politica cresciuto. Ci siamo addentrati in aree più complicate dello sviluppo scientifico. Con riguardo alla tecnologia, le abbiamo menzionate. Nuove domande sono state sollevate sulla vita umana e non umana, sulla clonazione, l’esistenza umana,perlopiù minuziosamente. Questi progressi hanno fatto avanzare lo sviluppo dell’accertamento etico. A livello di Unione europea, poniamo grande enfasi su di esso. In accordo con la Carta europea dei diritti fondamentali. La valutazione etica non sempre può implicare norme legali. La Commissione europea è in dialogo attivo con altre organizzazioni. Impegnata a fare in modo che vi sia un governo globale responsabile su questo. Comunque il pubblico generale si aspetta da noi che lo proteggiamo dalla scienza che esso teme. Ciò può essere razionale o irrazionale. Ma può ancora essere vero. Dobbiamo assicurarci che non emerga la divisione tra gli scienziati e coloro che non lo sono. Ciò creerebbe problemi allo sviluppo scientifico. Non si tratta solo di informazione. O di chiedere il permesso. Abbiamo bisogno di impegnare i non-scienziati sui gradi quesiti scientifici. Per essere sicuri che comprendano. La mia ignoranza è nata spesso dalla mia paura. Gli scienziati dovrebbero essere attivi. Essi hanno la conoscenza e la responsabilità e il pubblico si fida di loro più che del pubblico stesso,i fatti e i dati lo confermano. C’è un campo della ricerca scientifica: la ricerca di base, la ricerca condotta per sua propria curiosità, scoprire l’inaspettato. Essa può condurre a nuovi prodotti o nuove innovazioni. La scoperta dei c.d. buckyballs(fullerene sferico) fu un sotto-prodotto inaspettato. Più informazione sullo spazio interstellare. La scoperta di questa speciale forma di carbonio ha portato ai nano-tubi di carbonio nella nano-ingegneria. E’ venuta in mente una componente vitale dell’anti-age. Ho iniziato dicendo:la libertà e la libertà di ricerca scientifica,concetti potenti. Così intrinseci della nostra umanità. Non dovremmo mai dimenticarlo e dovremmo sempre resistere su questi principi. Io credo nell’approccio pragmatico, che su temi sensibili bilancia la libertà di ricerca con l’interesse comune più ampio. Una governance appropriata. Una che sia capace di coinvolgere la società. Io credo nella scienza libera e responsabile. Vi ringrazio per la vostra attenzione e auguro a questa conferenza il meglio a beneficio della scienza e della nostra umanità.

Giovedì, 14 maggio, 2009 - 16:17

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