Tra natura e artificio, l’inno dell’intelligenza umana

di piergiorgio strata

L’annuncio della creazione in laboratorio di un batterio dotato di un genoma artificiale capace di riprodursi ha generato inevitabilmente entusiasmo, perplessità e paure. L’esperimento di Venter ripropone la contrapposizione fra naturale ed artificiale. Domina fra il grande pubblico l’idea che la natura abbia un suo finalismo e che sia buona, bella e generosa, mentre artificiale diventa sinonimo di una devastante perturbazione di equilibri. In realtà, se guardiamo all’interno di una foresta o nei fondali marini, assistiamo ad una vera carneficina fra animali. Natura vuole anche dire tempeste, eruzioni vulcaniche, terremoti, malattie e carestie.
Inoltre, la natura è altamente antidemocratica, generando enormi disparità fra gli individui. La natura esiste indipendentemente dall’ uomo, ma ciò che l'uomo intende per natura è l'interpretazione fatta dal nostro cervello. La scoperta di Venter è quindi un inno all’intelligenza umana che, come ha sempre fatto finora con successo, si è ribellata all’indifferenza morale della natura e ci garantisce una qualità di vita sempre migliore. L’importante è che il frutto di questa intelligenza sia utilizzato bene.

Lunedì, 7 giugno, 2010 - 17:14

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