La ricerca BIOPOLITICA

Staminali: le embrionali servono

Andrea Boggio, Andrea Ballabeni

Da Science duro colpo a quelli che ritengono equivalenti le staminali riprogrammate e quelle di derivazione embrionale

staminali mesenchimaliIl destino politico e scientifico delle cellule staminali embrionali umane è incerto. Nel 2010 se ne contesta ancora l’utilizzo e questo penalizza la ricerca di laboratorio. E’ sempre più chiaro che i ricercatori ne hanno bisogno, vogliono farne uso e progettano di utilizzarle per un lungo periodo. Mentre alcuni hanno accolto le cellule staminali umane pluripotenti indotte (o riprogrammate, ndr) come la via verso la medicina rigenerativa, la convinzione che le riprogrammate e le staminali embrionali umane siano davvero equivalenti sta lentamente venendo meno.

L’inequivocabile titolo di un commento di Science sulla dichiarata evidenza dell’equivalenza tra pluripotenti indotte ed embrionali umane la dice lunga: “Le cellule riprogrammate crescono poco, per il momento” Negli Stati Uniti, le speranze dei ricercatori trovano supporto nelle linee politiche. L’amministrazione di Obama ha mantenuto la promessa di facilitare la ricerca con le staminali embrionali. Le restrizioni imposte dall’amministrazione Bush sono state superate. Ma ancora i ricercatori vedono davanti a loro ostacoli e incertezze. La politica di Obama esige giustamente che i ricercatori dimostrino che la coppia donatrice degli embrioni per la creazione della linea cellulare sia pienamente informata delle altre possibilità. Questo tipo di evidenza manca per molte linee cellulari già esistenti dal 2001, quando Bush aveva limitato i fondi federali per le staminali embrionali. Altre 115 linee aspettano di essere riconsiderate e tra queste sono incluse solo altre due delle linee originarie”.

Di conseguenza, i ricercatori cercano di fare fronte alle incertezze, incertezze che diventano particolarmente problematiche quando si tratta delle linee cellulari che sono state formate durante l’era Bush. Queste linee cellulari sono il fondamento di innumerevoli protocolli e la prospettiva di perderle risulterebbe un significativo passo indietro, in quanto molti progetti dovrebbero ricominciare da zero con nuove cellule, invece di svilupparsi su quelle già esistenti. Il problema è evidente e qualcuno ha proposto che l’- NIH riveda le sue linee guida “permettendo l’utilizzo delle linee esistenti o dando ai ricercatori una proroga di due anni per continuare a lavorare con quelle fino a che non ricevano l’approvazione formale”.

A nostro parere la proposta che tutte le linee cellulari dell’era Bush siano approvate senza bisogno di nessun ulteriore esame, appare sempre più interessante e ultimamente molto ragionevole. Dopo tutto, gli interessi etici dovrebbero essere relativamente minori in quanto queste linee sono state ritenute “accettabili” da parte dei, chiaramente conservatori, custodi nominati dal precedente presidente Bush. Alcune delle risposte di cui i ricercatori hanno bisogno possono venire dalla proposta di estensione della definizione di staminali embrionali, con lo scopo di ottenere fondi dall’NIH. L’ NIH propone di ridefinire le staminali embrionali umane come segue: “Cellule pluripotenti derivate dal primo stadio degli embrioni umani - fino ad includere lo stadio della blastula - che sono in grado di dividersi senza differenziazione per un periodo prolungato in colture e che sono conosciute per svilupparsi in cellule e tessuti dei tre primi strati germinali. Mentre la definizione corrente limita le staminali embrionali umane a cellule prese dallo strato interiore di una blastula (5-6 giorni dopo la fecondazione), la nuova definizione includerebbe anche cellule prese dalla morula, lo stadio di sviluppo appena prima della formazione della blastula (3-4 giorni dopo la fecondazione).

Mentre la maggior parte dei ricercatori attualmente non usa le cellule derivate dalla morula, l’apporto di modifiche alla definizione delle embrionali umane potrebbe rappresentare un significativo passo avanti per due ragioni. Per prima cosa, le cellule derivate dalla morula e quelle derivate dalla blastula sono, per la maggior parte certamente, biologicamente differenti. Per questo, nuovi dati deriveranno dalla ricerca finanziata recentemente. In secondo luogo, le linee di staminali embrionali umane derivate dalla morula possono essere ottenute senza il bisogno di sopprimere l’entità – il grumo solido di 4-16 cellule contenuto nella zona pellucida. Si può considerare questa procedura “più etica” come ha fatto notare recentemente Lanza. La nuova definizione dovrebbe disarmare i da sempre critici custodi delle embrionali umane, permettendo quindi l’accesso e l’utilizzo di quelle cellule in modo meno incerto.

Traduzione di Gaja Maestri 

Chi sono:

Andrea Boggio PhD, Assistant Professor of Legal Studies, Bryant University, Stati Uniti; membro della Direzione dell’Associazione Luca Coscioni

Andrea Ballabeni PhD, Department of Systems Biology, Harvard Medical School, Stati Uniti; Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni 

 

Cosa sono:

STAMINALI EMBRIONALI
Sono le cellule completamente indifferenziate che si trovano nella fase iniziale dello sviluppo dell’embrione. Sono totipotenti, ossia capaci di dare origine ad ogni altro tipo di cellula, e quindi a tutti i tipi di organi o tessuti. Rappresentano quindi una grande opportunità per il futuro della medicina rigenerativa, ma al momento il loro utilizzo pone sia problemi di tipo etico, poiché il loro prelievo comporta la distruzione dell’embrione, sia problemi di sicurezza, per il rischio che possano dare origine a tumori.

STAMINALI PLURIPOTENTI INDOTTE
Sono state ottenute nel 2006 e sono cellule adulte riprogrammate. Sono indicate con la sigla Ips e sono considerate una delle promesse maggiori. Per azzerare il programma genetico delle cellule adulte si utilizzano quattro geni, veicolati all’interno della cellula da un virus reso inoffensivo. Nelle ultime settimane alcune ricerche hanno dimostrato la possibilità di eliminare il virus, in modo da rendere più sicuro l’uso di queste cellule e con questa strategia, considerata più sicura, sono state per la prima volta riprogrammate cellule di persone con il morbo di Parkinson.

STAMINALI PROGENITRICI
Sono le cellule immature che è possibile isolare negli organismi adulti. Finora sono state chiamate staminali adulte, ma sempre più ricercatori considerano questa terminologia imprecisa, a sottolineare le notevoli differenze fra queste cellule progenitrici e le staminali vere e proprie. Finora sono state identificate cellule progenitrici in numerosi tessuti e in Italia sono numerosi i gruppi di ricerca impegnati in questo campo.

La trasmissione di Rai Tre: Report

Filomena Gallo interviene sul “report”della fecondazione assistita 
A cinque anni di distanza dalla promulgazione in Italia della Legge 40, che ha dettato nuove regole nel settore della fecondazione assistita, Report torna sul tema. “Google Baby” svela i meccanismi dell'industria della ''maternità surrogata'', con spermatozoi selezionati in Israele, ovuli acquistati online e fecondati nei laboratori americani, uteri affittati nel Gujarat, India. Il documentario (al quale come Associazione Luca Coscioni abbiamo dato un contributo di informazione, è stata tra gli altri intervistata la vicesegretaria Filomena Gallo) si limita a registrare una nuova realtà e a evidenziare come molte donne siano costrette a cercare all’estero risposte che non trovano nei paesi proibizionisti su tutto. 
www.lucacoscioni.it/report 

Giovedì, 22 aprile, 2010 - 21:48

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