Intervista a Gilberto Corbellini

Se Ratzinger elogiasse Darwin

di Paola Coppola

Repubblica, 22 dicembre 2008

«Le parole di Benedetto XVI sono una conferma della politica del "bastone e della carota" usata nei confronti della scienza: viene elogiata finché si mantiene nei binari dettati dalla religione. L'omaggio di Ratzinger a Galileo non mi sorprende perché il discorso tra la Chiesa e lo scienziato si è chiuso nel ' 92,con la "riabilitazione" da parte di Giovanni Paolo II».Per Gilberto Corbellini,docente di Bioetica alla facoltà di Medicina alla Sapienza, la citazione del Pontefice non apre alcun nuovo capitolo nei rapporti tra Vaticano e comunità scientifica né deve essere letta come un seguito alle polemiche scatenate lo scorso anno dalla visita, poi annullata, del Papa alla Sapienza.Perché tornare a parlare di Galileo? «È un' operazione di facciata,riconoscere che ha scoperto le leggi della natura è come mettere le mani avanti,dimostrare che non c' è contraddizione tra fede e ragione e così è finché non si entra nel merito di quello che è l' uomo e la sua natura morale. Il 2009 poi è l' anno mondiale dell' astronomia e il quarto centenario delle prime osservazioni al telescopio di Galileo e alla Chiesa interessa che le scoperte scientifiche siano interpretate e divulgate secondo le sue aspettative.Sarebbe stato più interessante se Ratzinger avesse fatto un elogio di Darwin». Perché? «Dimostrando che siamo il prodotto di processi naturali Darwin smonta la pretesa della Chiesa di fare riferimento a valori assoluti come dati. E invece la scienza viene elogiata finché resta nei binari della religione ma attaccata, accusata di individualismo, quando si esprime su temi che rappresentano un progresso per la qualità della vita umana come la RU486 o il testamento biologico» .

Lunedì, 12 gennaio, 2009 - 13:57

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