Tra autofinanziamento e crescita dell' Associazione

Se la “Coscioni” raggiungesse “Emergency”

Rocco Berardo

In questi anni l’Associazione Luca Coscioni ha accresciuto la sua capacità di essere fra le persone, ma questo non ha corrisposto a una crescita del suo autofinanziamento. Perché? È la domanda e la ricerca – anche organizzativa – che affronterà il prossimo congresso (online).

La nostra è stata da sempre "una casa di vetro" con l'obbiettivo di rendere comprensibili i nostri bilanci alle persone non abituate a leggerli per professione

Mauro Agostini – senatore e tesoriere del PD – ha descritto acutamente la figura e la funzione di una persona oscura nell’ambito delle cariche di un’organizzazione, ma le cui azioni operano in modo decisivo per le sorti di una macchina funzionante o meno: quella del tesoriere. Citando il libro di Joseph Conrad “La linea d’ombra” dice Agostini, il tesoriere è simile “alla figura dell’ufficiale alle macchine”. “Ufficiale sottocoperta. L’uomo è in genere ruvido ed essenziale, poco abituato alla luce del giorno, di poche parole, lavora in locali saturi di fumo ed esalazioni, con il rumore assordante dei giganteschi meccanismi, pistoni, bielle e albero di trasmissione, imprimono alle eliche il movimento che consente alla nave di avanzare e di tenere il mare. Appena emerso all’aria aperta si accende avidamente una sigaretta, forse per proteggersi dall’aria troppo pulita”. “Tanto il comandante, biancovestito e fascinoso esercita il suo appeal e la sua leadership sull’equipaggio e sulla gente di mare in tutti i porti, tanto l’ufficiale alle macchine è oscuro e modesto, silenzioso e scontroso. È poco più di un’ombra che si aggira per la nave”.
Inizio a scrivere questo intervento avendo da poco finito di leggere “Il Tesoriere”, libro del Senatore Mauro Agostini, peraltro – e lo ringraziamo per la sua partecipazione - relatore alla nostra Scuola Estiva di inizio settembre a Salerno. Nonostante il fascino tratteggiato dalla similitudine “conradiana”, nell’ambito dell’azione radicale la figura del tesoriere, è sempre stata – al contrario – tenuta poco all’oscuro, sicuramente in ordine di importanza politica, definendo il tesoriere “l’uno-bis”, in alta considerazione proprio per quell’importanza attribuita all’iscrizione, al contributo, all’autofinanziamento che vuole essere non solo mezzo ma anche obiettivo di riforma della politica. Da leggere questo libro perché si avverte dal ragionamento la necessità e il lavoro, messo in atto dal tesoriere del Partito Democratico, di invertire una rotta che nel sessantennio è stata una delle peggiori cause della corruzione politica a ogni livello, con bilanci che facevano velo alla degenerazione partitocratica.
Secondo Agostini fra i principali parametri e obiettivi su cui un’organizzazione dovrebbe puntare vi sono: vincolo di bilancio; revisione esterna dei bilanci; giusto rapporto tra costi di struttura e investimento politico. L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, va da sé, non è un partito politico, tuttavia terremo a mente questi parametri per iniziare a fare il punto sul nostro stato economico.
Per quanto riguarda il primo punto (il vincolo di bilancio), l’associazione ha avuto ben presente questo dovere, e nonostante abbia di certo effettuato grossi investimenti per le sue piccole dimensioni (cfr Agenda Coscioni, giornale pubblicato da quattro anni ogni mese) ha mirato e raggiunto in tutti questi anni l’obiettivo di contenere le sue spese dentro l’autofinanziamento prodotto.
Per quanto riguarda il secondo punto (revisori esterni del bilancio), come associazione rimettiamo all’assemblea, in modo formale, l’approvazione dei nostri conti, non stiamo parlando di grandi cifre e dunque ciascuno può facilmente venire a capo di quali siano stati gli investimenti e le spese annuali da noi affrontate. La nostra è stata da sempre “una casa di vetro” (per riprendere una citazione di Marcello Crivellini, tesoriere e deputato radicale) con l’obiettivo di rendere comprensibili i nostri bilanci alle persone non abituate a leggerli per professione. È anche per questo che abbiamo deciso anche noi – con la campagna di Radicali Italiani, per l’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati – di rendere pubblici nei mesi scorsi l’entità dei rimborsi percepiti nelle collaborazioni.
Sull’ultimo punto (giusto rapporto tra spese di struttura e investimento sull’azione politica) abbiamo avuto in questi anni (per tutto il 2008 e per il 2009 fino al mese di settembre) collaborazioni (per la massima parte) sostenute dai contratti attivati dall’ufficio al Parlamento europeo di Marco Cappato. Per questo il rapporto tra la cifra dell’autofinanziamento e quella della spesa per la struttura è stata facilmente contenuta. La cessazione di tale contratti prevederà un onere più importante per il mantenimento delle collaborazioni stesse per l’Associazione nei prossimi mesi, di certo avendo cura di mantenere le spese di struttura dentro costi accettabili, sicuramente non superiori alle spese per iniziativa politica.
Questa breve introduzione alla relazione, che verrà presentata al congresso online dell’Associazione Luca Coscioni, ha bisogno però anche di alcuni numeri, relativi alla composizione che ha raggiunto l’indirizzario dell’Associazione Luca Coscioni dalla sua costituzione: sono 45.996 le persone contattabili in diverse forme (29.417 avendo il loro indirizzo postale, 26.000 attraverso l’email, 19.859 hanno un recapito telefonico di cui 11.642 un telefono cellulare)
Questo numero va confrontato con quello relativo ai sostenitori: sono 7965 (i dati forniti fanno riferimento alla data del 17 luglio) che hanno versato almeno un euro dalla fondazione dell’associazione. Circa un sesto delle persone facenti parte l’indirizzario dell’associazione, dunque, hanno deciso almeno una volta in questi anni di versare un contributo. Immaginando uno stadio di calcio, lo abbiamo riempito, ma solo uno spicchio ha deciso di contribuire alle nostre iniziative. Al di là dei confronti con gli anni precedenti, c’è da considerare che lo stesso aumento delle iniziative portate avanti dall’associazione non solo non ha prodotti risultati migliori, ma non è riuscita (seppur di poco) a mantenere lo stesso autofinanziamento degli scorsi anni. Qual è il motivo? È questa una delle ragioni che ci deve interrogare al congresso. Una delle ragioni pare essere quella del mancato rinnovo negli anni successivi. Circa la metà dei sostenitori (3738) ha scelto di fare un versamento in questi anni “una tantum”. Mentre, d’altra parte, il dato di “nuovi” contribuenti e iscritti registra quest’anno il più importante dato della nostra storia (sono 618 le persone che hanno deciso per la prima di fare un versamento all’associazione).
Benché l’Associazione Luca Coscioni sia difficilmente sovrapponibile ad altre organizzazioni non governative, del volontariato, e simili, tuttavia è utile comprendere quanto sia grande la capacità attrattiva delle diverse realtà associative. Emergency, Amnesty, Legambiente per tenere a mente quelle fra le più conosciute associazioni italiane, hanno raccolto nell’anno 2007 rispetto alle scelte espresse con il 5 per Mille: Emergency 205.693 preferenze, la Sezione italiana di Amnesty International 18.349, Legambiente 5116, contro le nostre 2944. È la misura non solo di quanto si è conosciuti ma anche di quanto si ha “la capacità” di essere conosciuti. E in questo caso anche dell’investimento effettuato.
A proposito di 5 per Mille, dal 2007 l’Associazione Luca Coscioni ha un suo “5 per Mille”. Il Ministero ancora non ha però provveduto alla distribuzione dei fondi relativi (abbiamo fatto presentare un’interrogazione parlamentare per chiedere conto della situazione). Ovviamente questo tipo di autofinanziamento rappresenterà nei prossimi anni (lo è stato già nei successivi anni 2008 e 2009, di cui però non abbiamo ancora informazioni sull’andamento) un importante obiettivo e parametro su cui confrontarsi.

Al di là delle percentuali e dei numeri assoluti che, ripeto, saranno presentati aggiornati e con una loro omogeneità nei prossimi giorni, occorre chiedersi quanto (e come impiegarlo) investimento ci sia ancora da fare per far in modo che un’azione politica, maggioritaria nel paese, condivisa dalla maggioranza dei ricercatori e delle persone in condizioni di malattia, possa essere finanziata e fatta crescere come meriterebbe. È la domanda a cui lavori del congresso online potranno dare un fondamentale contributo.
 

Giovedì, 10 settembre, 2009 - 10:56

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