Se non dovessi ascoltare e leggere

di Severino Mingroni

 

Sono assai demoralizzato e assai depresso da quasi un mese: altre volte sono stato in queste condizioni, sempre più spesso negli ultimi anni, ma mai così a lungo. Vorrei essere un indomito, tenace e “combattivo” resistente nonviolento come le mie amiche e i miei amici Radicali. Tuttavia, pur essendo io abruzzese come Pannella, non sono affatto testardo: quindi non mi sento più un indomito, tenace e combattivo resistente nonviolento (semmai lo sono stato), ma solo un disabile gravissimo con la sindrome di locked-in (LIS). Si, ormai mi considero unicamente un caso pietoso che, nella attesa che la sua tristissima vita termini il prima possibile, guarda e sente quasi solo televisione e radio. Però, mentre guardo e sento, rifletto sulla mia terribile condizione e mi pongo tre domande in particolare: fin da bambino e da adolescente ho avuto una pessima vista, tanto che sia alla prima visita medica collegiale per avere la patente, sia alle successive riconferme, sui relativi referti medici hanno sempre scritto che al mio occhio destro la vista era zero - 1\12 secondo la commissione d'invalidità civile che mi esaminò nei primi anni 80 del secolo scorso-, mentre quello sinistro era ipermetrope e astigmatico. Il devastante e diabolico ictus che ha determinato la mia LIS, non ha certo migliorato la mia già pessima vista, anzi: non riesco più ad abbassare proprio la sola palpebra sinistra! Se avessi avuto una discreta, buona visione all'occhio destro, quello sinistro mi sarebbe stato chiuso di sicuro. Ma non è stato possibile fare ciò, pena la mia cecità quasi assoluta, e, per esempio, non avrei mai potuto scrivere nulla. Né fare altro col computer. Di conseguenza, il mio occhio sinistro è sempre rosso in parte, nonostante le lacrime artificiali che vi instillano i miei, e la pomata oftalmica con benda notturna che me lo chiude almeno quando dormo. Quindi mi chiedo con una tremenda angoscia che mi gonfia il cuore e mi deprime molto: per quanto tempo potrò ancora vedere la televisione, e non solo la televisione? E non è finita: nel 1990 o nel 1991, mi venne diagnosticata una otosclerosi bilaterale da un otorinolaringoiatra, professore della Facoltà di Medicina della Università di Chieti; quando divenni una persona con la LIS - risvegliatasi purtroppo lucida-, non pensai più alla mia otosclerosi bilaterale fino al 5 aprile 2005 che mi pare fosse un martedì; ogni anno, infatti, mi faccio pulire bene le orecchie dal cerume, dal nostro medico di famiglia, con le siringhe d'acqua necessarie; nel 2005, tale operazione avvenne appunto il 5 aprile; sembrava una normale operazione come negli anni precedenti ma, alla ennesima siringa d'acqua all'orecchio sinistro, sentii un breve rumore secco al suo interno; subito dopo, mi accorsi di percepire in modo strano certi suoni a sinistra; mi feci visitare più volte da una otorinolaringoiatra che alla fine mi prescrisse una protesi acustica a sinistra; tuttavia, nonostante portassi la protesi, quasi tre anni fa mi accorsi di essere sordo all'orecchio sinistro. Da allora, ogni volta che pulisco l'orecchio destro, ho una paura terribile di diventare completamente sordo. Quindi mi chiedo con una tremenda angoscia che mi gonfia il cuore e mi deprime molto: per quanto tempo potrò ancora sentire la radio, e non solo la radio? Mentre scrivo di queste mie immense angosce depressive, mia madre è in cucina per il sottoscritto, o lava i panni per me, e comunque mi aiuta assai economicamente: insomma, è spesso indaffarata per il suo “bambino” di 51 anni, soprattutto in certe occasioni, quando ad esempio devo andare di corpo. Si, per colpa mia e\o per colpa dello Stato che non dà per nulla una sufficiente assistenza ai disabili gravissimi come lo scrivente, è costretta a farmi ancora da mamma, nonostante abbia 75 anni e 8 mesi, stia curva in particolare quando porta già un piccolo peso, abbia quasi sempre mal di schiena e ormai poca forza, e abbia altri problemi di salute tipo il diabete. Quindi mi chiedo con una tremenda angoscia che mi gonfia il cuore e mi deprime molto: per quanto tempo potrò ancora usufruire della sua assistenza, economica compresa? Voi direte: “Ci sono pure tua sorella Gianna e suo marito Gianni!”. Si, ma essi fanno già abbastanza ora che non vorrei proprio facessero molto di più: Gianni è anche il mio ...unico assistente informatico, perché il nostro “civile” Stato non fornisce nemmeno assistenza informatica! Ne ho avuto una ulteriore conferma passando a Windows 7. In conclusione, la mia vita è già un inferno: vorrei (anzi VOGLIO) morire prima di diventare cieco e sordo, e ovviamente prima di mamma.
 *Severino è locked-in e Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni
Martedì, 10 agosto, 2010 - 18:05

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