Radicali per l’ambiente

di Emma Bonino

La forza del Partito Radicale è data dal suo essere e saper essere partito di valori, di ideali, non di potere. La ambizione dei radicali è fondamentalmente quella di affermare sulla scena politica italiana ed europea questi ideali e questi valori: conquistando di volta in volta ai cittadini quelle riforme necessarie per l’acquisizione di quei valori liberali e libertari di cui i radicali si fanno da sempre portatori. La difesa dell’ambiente è un cardine fondamentale di questa politica. Già nelle mozioni e nei documenti congressuali del 1977 si affermava:

“Il Congresso, ritenuto che la difesa dell’ambiente, della natura e della qualità della vita è un obiettivo di centrale importanza per il partito, individuata nella mancanza di una politica organica nella classe dirigente italiana per il miglioramento delle qualità della vita, contro gli inquinamenti, contro le sofisticazioni alimentari e merceologiche, contro i danni della medicina ufficiale, contro l’incontrollato sviluppo demografico, contro gli ‘sport’ venatori e la vivisezione, per il diritto alla libera esposizione del proprio corpo, una grande carenza nella politica del paese, invita la segreteria e gli organi esecutivi a sostenere le lotte che le associazioni radicali, i movimenti e i gruppi ecologici e naturisti presenti nell’area radicale, conducono nei settori suddetti”. La politica di concreta difesa ecologica e dell’ambiente si è tradotta nella ripetuta proposizione di referendum abrogativi sulla caccia e sul nucleare. […]

Con largo anticipo rispetto ad altre organizzazioni che oggi accreditano una sorta di monopolio ambientale (giova ricordare che lo stesso simbolo del “sole che ride” venne “acquistato” per l’Italia dai radicali, e poi ceduto per “amicizia” al movimento verde), i radicali fin dal 1978 individuavano linee e condotte di una politica ambientale. Nei documenti del congresso radicale di quell’anno si legge: “Le lotte per l’ambiente sono appropriate alle necessità della nuova fase del partito. Implicano la ‘riappropriazione’ da parte della gente delle grandi scelte da sempre riservate agli esperti, cioè al regime.

(Documento tratto da Emma Bonino Official Web Site - http://www.emmabonino.it/campagne/nucleare/)

 

Mercoledì, 6 aprile, 2011 - 12:13

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