Oltre Giorgiana Masi

Quando Cossiga mi "denunciò" come assassino di Welby

Mario Riccio

Fra le tante gustose "esternazioni" del presidente emerito Francesco Cossiga, nessuno ha ricordato il suo esposto alla Procura di Roma il giorno seguente la morte di Piergiorgio Welby. L’esposto nel quale mi si indica come responsabile della morte di Welby è un "mix" di ideologia politica e religiosa , condita da alcune gravi imprecisioni di diritto penale (confusione tra sospensione delle cure vs eutanasia). Tutti contenuti poi ritrovatisi nella conseguente ordinanza di imputazione coatta del GIP. Ricordo che la vicenda mi suscitò profonda indignazione e timore. Mi sorprese cioè che un rappresentante dello Stato al massimo livello - nonché massimo garante della Costituzione potesse scagliarsi con tali pesanti accuse contro un semplice cittadino, peraltro convinto semplicemente di aver permesso l’esercizio di un diritto costituzionale. Senza contare che in quel clima mediatico, la sua autorevolezza mi poteva esporre alla reazione di qualche esaltato. Ma la cosa che più mi aveva meravigliato, era stato che nessun esponente politico di rilievo avesse espresso alcuna perplessità in merito al suo comportamento. Mi chiedo cosa sarebbe successo in un paese normale - nella stessa situazione. Ad esempio, se negli Stati Uniti Bush padre avesse indicato come assassino un medico abortista.

 

L’Unità,19 agosto 2010
 

Giovedì, 2 settembre, 2010 - 16:23

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