Peter Singer

di Valentina Stella

Peter Singer, nato nel 1946 a Melbourne, Australia, è considerato uno dei pensatori contemporanei più importanti nel campo dell’etica. Ha insegnato alle Università di Oxford, New York, Colorado ( Boulder ), California ( Irvine ) e alla Trobe University. Nel 1999 viene nominato docente di filosofia morale all’Università di Princeton. È stato il fondatore dell’ International Association of Bioethics; attualmente dirige il Centre of Human Bioethics presso la Monash University di Melbourne. Egli, quale utilitarista, opponendosi alla tesi della sacralità della vita, avanza il principio della qualità della vita, in base al quale l’eutanasia va ammessa almeno in tutti quei casi in cui essa promuove gli interessi delle persone coinvolte. In particolare Singer si chiede se «l’etica della sacralità della vita è una malata terminale?». Uccidere non è sempre sbagliato e non tutte le vite hanno lo stesso valore: nel caso fossimo costretti ad uccidere qualcuno non dovremmo guardare alla razza, al sesso o alla specie ma solo alla volontà e al desiderio o meno di continuare a vivere del soggetto in questione e della qualità della vita che questi condurrebbe. I brani dell’articolo sono estratti da tre testi di Peter Singer: (1)Scritti su una vita etica, Le idee che hanno messo in discussione la nostra morale, Net (collana Quality paperback), Cles (Tn) 2004; (2)Ripensare la vita, La vecchia morale non serve più, Il Saggiatore, Milano 1996. (3)The right to die, in Project Syndicate, gennaio 2007, disponibile al link http://www.utilitarian.net/singer/by/200701--.htm.

Mercoledì, 8 luglio, 2009 - 17:07

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