Intervista ad Antonio Paravia

Paravia: “coscioniano” della destra laica e liberale

di Gaia Carretta

In un intervento in aula, ha lasciato agli atti le sue volontà anticipate di trattamento

Su ricerca e fine vita non solo è doverosa la libertà di coscienza, ma è sbagliato che i partiti si pronuncino con un pensiero unico

“Il voto contrario del senatore Saro e mio scaturisce dal fatto che non vediamo rispettate le nostre personali volontà. Non comprendiamo il senso di chiamare testamento biologico qualcosa che non rispetta le volontà di chi fa testamento”. Queste parole sono del senatore Antonio Paravia, parlamentare Pdl, che, durante le dichiarazioni di voto in Aula sul testamento biologico, ha voluto manifestare il proprio dissenso contro il provvedimento che Palazzo Madama ha da poco approvato. Paravia, eletto per la prima volta del 2006 nelle liste di Alleanza Nazionale, è tra quei parlamentari che hanno scelto di iscriversi all’Associazione Coscioni, una scelta che risale a molto prima della sua elezione al Senato. Dal 2004, infatti, non si è mai fatto mancare la tessera in tasca. Una posizione, la sua, che lo discosta da molti colleghi che, sul testamento biologico, hanno votato a maggioranza per un provvedimento che molti hanno definito illiberale e che va contro la libertà di scelta individuale. “Con alcuni colleghi avevamo chiesto una moratoria sul disegno di legge, perché avevamo l’impressione che un intervento legislativo così difficile e complesso meritasse un clima più disteso e meno conflittuale, al momento, forse, frutto di ciò che ha seguito la vicenda di Eluana Englaro, ma non siamo stati ascoltati”, dice Paravia ad Agenda Coscioni. “Questo doveva essere un testamento biologico, che avrebbe dovuto significare consentire ad una persona di lasciare le proprie volontà sul fine vita. Non credo che negli atti testamentari tradizionali sia poi il notaio l’ultimo a decidere sui beni che il defunto ha lasciato”. In questo caso, invece, il Parlamento ha deciso che l’ultima parola sarà quella del medico. “Su queste tematiche non solo è doverosa la libertà di coscienza, ma è sbagliato che i partiti si pronuncino con un pensiero unico”, per il senatore Pdl, quello che oggi l’Italia sta vivendo è “un clima politico più difficile di quello di trent’anni fa” quello delle battaglie del divorzio e dell’aborto. “L’Italia - afferma - dovrebbe essere più libera e più laica”, perché, come ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, durante il suo primo intervento dal palco del congresso fondatore del Popolo della Libertà, una legge che impone un precetto è più da Stato etico che da Stato laico. “Un intervento che considero ottimo - commenta Paravia - che condivido pienamente e che mi ha richiamato alla mente quando nel 2006 ho deciso di candidarmi nelle liste di An” e, come unica condizione aveva posto quella di potersi esprimere liberamente sulle questioni etiche. Per il senatore Pdl oggi “bisogna smetterla di alzare bandiere e di applaudire, bisogna saper trovare un dialogo civile”, una posizione che riguarda anche la libertà di ricerca, perché “dovrebbe essere la più libera possibile, ma in Italia non siamo messi bene ad esempio con la legge 40, un provvedimento che ha costretto molte coppie ad emigrare all’estero per essere sottoposte alla fecondazione assistita”. Al giorno d’oggi “una persona di cultura dovrebbe essere considerata libera da ogni condizione di sorta”. Un parlamentare pronto a dare battaglia sui temi etici e sulla libertà di coscienza: “Sono impegnato - afferma - anche se non ho la presunzione di pensare che da soli si possa riuscire in imprese così difficili come modificare la legge 40, quando siamo in tempi in cui il Parlamento approvare questo testamento biologico”. “Su temi così difficili e complessi che toccano l'etica e la coscienza oltre che la ragione di ciascuno di noi, – detto Paravia durante le dichiarazioni di voto sul testamento biologico in Aula al Senato - sarebbe necessario non avere posizioni di partito, ma piuttosto l'ausilio di chi nel mondo della scienza ne sa più di noi sulla materia e quindi

Mercoledì, 13 maggio, 2009 - 17:16

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it