Obama e i “collitorti” nostrani

Mino Vianello

Obama e i “collitorti” nostrani

Mino Vianello

I colli torti nostrani esultano perchè gli anti-abortisti sono riusciti a condizionare Obama. Non si rendono conto che gli anti-abortisti americani hanno qualcosa a che fare con loro soltanto, semmai, nella componente cattolica. La quale in quel paese conta non per peso intellettuale o sociale, bensì puramente elettorale. E, comunque, è cosa diversa dal cattolicesimo romano. Religiosità e religione sono cose distinte. Ma da noi si gioca sull’equivoco, un equivoco che è reso possibile dal livello d’ignoranza della gente per la quale i due termini s’equivalgono (e per le masse nostrane “religione” vuol dire cattolicesimo).Invece, la religiosità attiene al mondo psichico, la religione a quello sociale. Da noi, è quest’ultima che prevale, in America la prima che informa di sé anche le forme in cui si estrinseca.

La religiosità, come lo spazio e il tempo a livello gnoseologico, è un a-priori della mente umana, che non può far a meno di darsi una più o meno rassicurante risposta al “perché” di quanto accade e, in presenza di quello che si è soliti chiamare “il male”, si rifugia nei miti, nei culti e nei rituali, spesso astrusi, ma sempre ricchi d’implicazioni simboliche che pescano nelle profondità della psiche, senza mai posporre l’impegno morale all’adesione a credenze, dogmi, elaborazioni teologiche, che è quanto, invece, le religioni tendono a fare. Così in quel paese essa si manifesta, con alti e bassi a seconda delle fluttuazioni dei cicli economici e sociali, e quindi più appariscente nei momenti di crisi, in centinaia e centinaia di forme diverse e talvolta perverse. Ma sempre, spesso anche tra i cattolici, nel nome della libertà di coscienza, per cui organizzazioni gerarchiche e dogmi suonano ripugnanti a un popolo che ama definirsi di gente con la schiena dritta.

I colli torti nostrani disinteressati e in grado di pensare (non sono molti) non vedono - o, meglio, non vogliono vedere - una cosa che è sotto gli occhi di tutti : non esistono paesi che consideriamo “avanzati” che abbiano continuato a gravitare nell’orbita della Chiesa Cattolica Romana. Di recente ne è uscita, dopo una maturazione secolare, anche la Spagna. La religione cattolica, tra i paesi d’un certo peso, a parte quelli in cui è servita a tenere viva l’identità nazionale come l’Irlanda e la Polonia, sopravvive praticamente soltanto in Italia : ma non per la forza d’una vera spiritualità e d’una cultura sua propria, bensì per l’impasto di corruzione, di clientelismo e di potere economico che la caratterizza. Può impressionare qualche filosofastro o qualche politicante, più o meno trombato nel climaterio dell’età, la sensazione di saldezza ch’essa può offrire, presentandosi schierata in campo come una falange di guerrieri che a tutto hanno rinunciato, cui fanno seguito più o meno vaste masse di gente che, non avvezza al dubbio, alla discussione, alla verifica empirica in termini di risultati positivi per gli esseri umani, si muove ai suoi ordini (tranne quando non le fa comodo : come nel caso del divorzio e dell’aborto). Ma la partita per Roma da tempo è persa e, se di tanto in tanto riesce a trovare dei puntelli, questi si chiamano Franco, Mussolini, Salazar.

Tutti, a parte qualche politicante più o meno furbesco con cui riesce ancora oggi a barattare favori spiccioli, spettri del passato. Ratzinger può andare in giro per il mondo quanto vuole, anche negli Stati Uniti : non mancherà di raccogliere applausi, di suscitare curiosità e riscuotere consensi. Ma, a parte per i cattolici che, ripeto, contano in quel paese soprattutto in termini elettorali, come evento folkloristico : lì, per la prima volta dal crollo dell’impero romano, si è affermata in modo radicale ed assoluto la separazione tra chiesa e stato, al punto che colà lo stesso anticlericalismo è inconcepibile. Gli Stati Uniti sono in realtà la spina nel fianco della Chiesa di Roma, che riesce da noi a far dimenticare il passato, ma non certo lì. Lì è ben vivo il ricordo di quella che Leone XIII definì “l’eresia americana": cioè, esattamente, la separazione tra stato e chiesa, condizione per quelle libertà di coscienza e di culto che costituiscono l’essenza dell’anima americana. I colli torti nostrani più o meno alla moda possono mettersi in fila, salmodiare e incedere con i loro discorsi fumosi quanto gli incensi : non sono che una colonna di fantasmi destinata a scomparire nel nulla.

Venerdì, 16 aprile, 2010 - 12:36

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