Non uccidete la speranza dei malati

di Filomena Gallo

 Nei primi giorni di febbraio del 2004 il disegno di legge sulla fecondazione assistita approda alla Camera dei deputati, Luca Coscioni convoca una manifestazione in Piazza Montecitorio con lo slogan: «Non uccidete la speranza dei malati». Due mesi dopo, i radicali depositano in Corte di Cassazione quattro referendum abrogativi. Il primo di abrogazione totale, gli altri tre di abrogazione parziale della legge 40 del 2004. L'idea iniziale è di concentrare la raccolta su un solo referendum, quello totalmente abrogativo, per renderla più semplice sia per i militanti che per i cittadini.

Nel luglio 2004, anche l’area politica di sinistra decise di proporre altri quesiti abrogativi parziali della legge 40.
I quesiti proposti furono i seguenti:
- Per l’utilizzo a fini scientifici di embrioni non utilizzabili per una gravidanza;
- La tutela della salute della donna;
- Diritto di autodeterminazione e libertà di scelta;
- Divieto di eterologa.
Il 30 settembre i comitati referendari consegnano alla Corte di Cassazione gli scatoloni con le firme necessarie per la tenuta dei referendum. Per i radicali è un «successo storico»: 1.090.000 firme sono state raccolte sul referendum per l'abrogazione totale, da 702.000 a 740.000 sugli altri quattro quesiti di abrogazione parziale. Se il dibattito tra scienziati, teologi, opinionisti sembrava ormai aperto, un sondaggio Abacus commissionato dai radicali dimostra quanto sia scarsa l'informazione sui temi dei referendum. Il 64% degli italiani ha intenzione di andare a votare per i referendum, ma il 43% di questi vorrebbe informarsi meglio prima di decidere se pronunciarsi per il sì o per il no. Il 22% è all'oscuro del fatto che si voteranno dei referendum nelle prossime settimane. Del 78% degli intervistati che si dichiara a conoscenza dell'appuntamento referendario, solo il 23% ne conosce l'argomento. Il 65% degli intervistati è poco o per nulla informato sulla fecondazione assistita e il numero dei disinformati sale al 79% per quanto riguarda i contenuti della legge 40 e all'87% per i quattro quesiti referendari.
Il referendum sulla L. 40/04, si è celebrato con il mancato raggiungimento del quorum. Solo il 25% degli Italiani ha votato. Un referendum che non raggiunge il quorum è da considerarsi come mai realizzato, poichè non hanno vinto i si o i no, ma i cittadini Italiani non hanno espresso la loro decisione e l’astensione non è prevista dall’istituto del referendum. Pertanto, il referendum sulla Legge numero 40/04, potrà essere riproposto in qualsiasi momento. 
Venerdì, 26 Febbraio, 2010 - 13:33

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