Non sono forte come il bamboo, ma un essere molto fragile che si illude, credo!

di Severino Mingroni

 La mattina del 15 settembre scorso, ho trovato le seguenti parole di Sabina sul mio GuestBlog: Ciao Severino, recentemente ho conosciuto la tua "storia" e mi ha colpito tantissimo. Ho spulciato il tuo blog e i video, testascritti, lettere... Sei un uomo eccezionale e "ricco", forte come il bamboo. Ti abbraccio forte e ti ringrazio, la tua "voce" nel web è come una melodia meravigliosa. Il canto della balena.”

Tuttavia, proprio il giorno prima, mentre lei scriveva sul mio GuestBlog, mi ero disilluso per l'ennesima volta, e, di conseguenza, sono caduto di nuovo in una forte depressione, ma sono molto giù anche per altri motivi. Quindi ora, come molte altre volte in passato -soprattutto negli ultimi tempi-, non mi sento affatto forte come il bamboo, bensì mi sento e sono un essere infinitamente fragile, che ha paura di tutto e di tutti, e che vuole solo scomparire dalla faccia della terra. E la mia “voce” nel web, che tu, cara Sabina, paragoni addirittura ad “una melodia meravigliosa”, al “canto della balena”, altro non è che una serie di scritti su post, scritti più o meno decenti ma che, non di rado, sono ispirati da una pia illusione: quella di non vivere affatto nel dramma infinito della sindrome di locked-in!
Tale mia illusione, è evidente nel post precedente: ho pensato, per alcuni giorni, che una sola persona bastasse per darmi una assistenza completa. Eppure, nel maggio 2004, avevo descritto bene la mia giornata tipo, tanto che l'hanno pubblicata. Sono passati più di sei anni dal maggio 2004, e la mia giornata tipo non è certo migliorata! Anzi. Ecco di seguito le due variazioni principali di essa, non certo positive: mio padre morì tre mesi dopo circa, ma fece in tempo a leggere anche la pubblicazione; mia madre, invece, è per fortuna ancora viva, ma con 6 anni in più -quindi ha 76 primavere adesso-, e con una salute peggiorata assai, soprattutto in questi giorni. E il fatto di non poter fare niente per lei, ma anzi di esserle di peso, mi deprime maggiormente.
Perciò, tornando alla fine alla mia infernale realtà, sono passato da una euforia virtuale ad una infinita depressione che mi blocca tuttora. Però, ci sono due miei amici abruzzesi non solo virtuali -Rosella, dipendente della mia Comunità Montana, e Nicolino, responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo-, che hanno insistito per email perché io accettassi la somma mensile della Regione per la mia assistenza gestita finalmente dallo scrivente, e per due motivi: è vero che i soldi non sono ancora sufficienti -massimo 900 euro mensili-, ma essi mi permetteranno comunque di avere una assistenza maggiore di adesso; e poi, è la prima volta che la Regione Abruzzo finanzia dei progetti di Vita Indipendente; quindi, in futuro non potrà che andare meglio con finanziamenti molto più cospicui. Di conseguenza, forse accetterò i 900 euro mensili massimo.
Tuttavia, nella mia realtà infernale i motivi di depressione profonda non mancano: quando penso, come ora, che la mia unica realtà è quella virtuale di questo computer, sono preso da una infinita angoscia; quando penso, come ora, che la mia pessima vista e il mio pessimo udito peggioreranno con l'avanzare della età, il mio cuore si gonfia a dismisura, senza scoppiare purtroppo. Ma non finisce qui: sono alcuni giorni che, quando mi muovono a letto, non di rado mi gira la testa; ma, ieri 1° ottobre, essa mi girava un po' anche stando seduto sulla sedia, procurandomi pure nausea e scarso appetito, ed avevo stranamente la pressione minima alta; così, durante il pranzo, ho deciso di farmi rimettere già a letto.
Per tutti i motivi di cui ho in precedenza scritto -spero bene, ma non ne sono sicuro, poiché sono troppo giù-, mi chiedo: fino a quando vorrò o potrò stare al computer e leggere anche stupendi messaggi su Facebook, come quello scritto il 25 settembre scorso dalla giovane Pina di soli 22 anni? Tra le altre cose mi ha scritto: “non ti resta che Resistere, ancorarti con tutte le tue forze alla zattera umana, a quel cordone d'amore di amici e parenti che ti accompagnano in questa lotta e mettercela tutta per scacciare la tristezza e la disperazione e prendere a morsi questa maledetta vita per darle il senso che TU vuoi darle, ora, qui, non domani, non rimandare quanto di bello e costruttivo stai facendo e ancora puoi fare per te e per gli altri. Non farti travolgere dalla depressione, fa prevalere la tua caparbietà e la tua tenacia, quella forza e quell'irriverenza che traspare dai tuoi articoli. Fa prevalere la parte combattiva che c'è in te, perchè dai messaggi che ci scambiamo, dal tuo blog, so che ci credi fermamente in questa tua battaglia e, anche quando sei più triste e demotivato, non pensi minimamente ad arrenderti. Quindi sii te stesso e tieni duro.”
Venerdì, 15 ottobre, 2010 - 16:03

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