Sugli scaffali

Ne uccide più l' acqua ( sporca ) delle guerre

a cura di Maria Pamini

Se anche ci fossero dubbi su quale sia il grande bisogno di cui parla il titolo, il rotolo di carta igienica che campeggia sulla copertina li fugherebbe immediatamente. Sebbene il problema dell’acqua, nei paesi del Terzo Mondo ma non solo, sia considerato dagli organismi internazionali ad alta priorità, spesso non si considera che “due terzi della popolazione mondiale sono privi di misure sanitarie [e che] oltre un miliardo di persone bevono quotidianamente acqua inquinata”. Mentre in Giappone esiste una concorrenza spietata tra ditte che producono sanitari all’avanguardia, con tazza riscaldata alla temperatura giusta e cannula del lavaggio studiata all’altezza e all’inclinazione ottimali, in Africa e in India la maggior parte delle persone è costretta ancora ad utilizzare strade e campi. Il Rapporto sullo Sviluppo Umano afferma che “gli 1,8 milioni di bambini che ogni anno muoiono per la mancanza di acqua potabile e di servizi igienici rendono insignificanti i decessi dovuti ai conflitti”. Oltre a scoprire come funzionano le fogne di Londra e quali sono gli sforzi di molti paesi in via di sviluppo per dotarsi di sistemi igienico sanitari adeguati, il libro ci regala molti aneddoti su quello che è ancora oggi un grande tabù. Senza dimenticare come questo problema, spesso sottovalutato, sia collegato ad altri aspetti importanti. Per esempio, l’UNICEF ha stimato che la frequentazione delle scuole nei paesi dell’Africa sub-sahariana è legata anche alle condizioni in cui versano i servizi igienici. In Tanzania, India e Bangladesh le scuole che si sono dotate di strutture igieniche hanno visto aumentare le iscrizioni scolastiche del 15%.

Rose George, IL GRANDE BISOGNO, Bompiani 2010, 453 PP, 22,00 EURO

 

Non siamo arrivati forse a una produzione mediatica di consenso che conserva l’ignoranza e l’incultura come garanzie di subordinazione? Lo stato ha o no l’obbligo di promuovere la libera ricerca scientifica? Basterebbe studiare un po’ di storia per capire la capacità di innovazione positiva che hanno avuto nel mondo le scienze contemporanee e per capire come il livello di benessere che contraddistingue i paesi sviluppati dipenda dal loro essere scientificamente attivi. Se molta gente non si accorge nemmeno di essere in un sistema in cui l’acqua si preleva dal rubinetto in casa e non da un pozzo; e la luce si ottiene premendo un bottone; e il mal di testa scompare con una pillola, allora bisognerà rivedere che cos’è diventata la coscienza del mondo in questa parte della Terra”.

Carlo BernardiniINCUBI DIURNI. ESSERE SCIENZIATI E LAICI, NONOSTANTE TUTTO Laterza, 2010. 143 PP, 14,00 EURO

 

L’ informazione e la comunicazione sono riconosciute come una risorsa fondamentale per guidare gli individui verso decisioni ottimali per la loro salute. Di salute si parla ovunque ma parlarne, però, non è facile. Si tratta di un ambito che richiede conoscenze tecniche per comprenderne i contenuti, ma che pervade allo stesso tempo la sfera emotiva di ciascun individuo. Il testo, destinato sia agli operatori sanitari che al pubblico generale, presenta la comunicazione sanitaria da una prospettiva analiticonormativa. Gli autori spiegano i fondamenti della comunicazione sanitaria nelle dimensioni interpersonale, mediata dalle nuove tecnologie, e massmediale, offrendo al lettore basi concettuali e strumenti per valutare la qualità dell’informazione sanitaria in modo critico e comunicare con efficacia in questo ambito.

Karl T. GreenfeldCOMUNICAZIONE E SALUTE, Apogeo 2010, 197 PP, 14,00 EURO

Giovedì, 2 settembre, 2010 - 16:43

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it