Rispolverata la strategia Goebbelsiana

Menzogne, come su Moro, a reti unificate

di Valter Vecelio

Joseph Goebbels, là nell’inferno dove si trova, sorride: “Basta individuare un nemico, accusarlo di qualsiasi crimine o pericolo, e ripetere la falsità cento, mille, un milione di volte: la gente comincerà a crederci, qualsiasi menzogna si imporrà come verità”, aveva detto nel corso del processo di Norimberga. A proposito della vicenda di Eluana Englaro si è verificata una terrificante manipolazione dei fatti; una sistematica falsificazione della realtà, straordinaria anche per un paese come il nostro, privo da sempre di verità e conoscenza. Un qualcosa paragonabile ai 55 giorni del sequestro di Moro: anche allora si censurò, si falsificò, si impose una verità ufficiale, furono silenziate le voci dissenzienti. Anche allora si trattava di “controllare” un corpo: Moro doveva essere sacrificato sull’altare dello Stato, e fu dichiarato “irriconoscibile”, pazzo, per quello che dal covo brigatista scriveva. Oggi il corpo di Eluana, che si voleva continuare a condannare (diciassette anni non erano sufficienti!) a una forma di vita non voluta, per questo la sua volontà doveva essere annullata; corpi sequestrati, come quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby... Hanno detto che si voleva far morire di fame e di sete Eluana; che era un delitto, un assassinio; hanno accusato la famiglia e i magistrati che si sono occupati della vicenda, di essere dei “boia”…A futura e presente memoria ecco un campionario di quello che sono stati capaci di sostenere: “Fermate la mano assassina. Interrompere alimentazione e idratazione equivale a un abominevole assassinio” (cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del pontificio consiglio per gli operatori sanitari); “Fra pochi giorni l’Italia eseguirà la prima condanna a morte dopo il 1948; la condanna di una innocente cui, attraverso una lunga agonia, verrà negato il fondamentale diritto all’alimentazione e all’idratazione” (Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno); “Il boia si è messo il cappuccio: la morte per fame e per sete sta per essere comminata” (Isabella Bertolini, direttivo del PdL alla Camera dei Deputati); “L’omicidio di Eluana rischia di avvenire impunemente e senza turbare convenzioni e erogazioni di pubblico denaro…La protervia di alcuni magistrati ha scandito i tempi di una tragedia”(Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del PdL); “C’è un disegno volto a imporre un modello culturale per cui la ‘pietas’ consiste nell’eliminare il malato anziché curarlo” (Paola Binetti, deputata PD); “Non credo che ci si possa lavare la coscienza affermando che si tratta di una questione etica e non politica. Anche un tale che si chiamava Ponzio Pilato fece più o meno così” (Roberto Menia, sottosegretario all’ambiente); “Troveremo il modo di fermare quella che si configura come una vera e propria eutanasia” (Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, PdL); “Bisogna a tutti i costi fermare il boia pronto ad eseguire la condanna a morte di Eluana” (Gabriella Carlucci, PdL); “Si sta per compiere un vero e proprio omicidio…Nessuno ha il diritto di interrompere una vita privandola dell’alimentazione e dell’idratazione” (Enrico La Loggia, vice-presidente del gruppo PdL alla Camera); Monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, si rammarica per gli “insulti violenti…basta con quelle parole che pesano come macigni”. Peccato che si lamenti per insulti che nessuno gli ha rivolto, mentre dal Vaticano e dai suoi dintorni si sprecavano. Per il cardinale Ersilio Tonini “Eluana è stata usata per affermare una cultura in cui i deboli valgono meno dei forti…Non è peraltro la prima volta che queste idee compaiono nella storia: l’eliminazione degli handicappati e dei malati di mente precede, nel nazismo, la persecuzioni degli ebrei…”; SIR, l’agenzia dei vescovi italiani ha scritto: “Eluana è stata uccisa ed ora il caso non si può considerare chiuso”; Il cardinale Barragan ha detto: “Nel caso di Eluana è stato violato il quinto comandamento, quello che dice ‘non uccidere…In Italia ci sono 9.500 persone che vivono in stato vegetativo come Eluana, speriamo che non si pensi di voler violare anche per loro il quinto comandamento”. Il vescovo di San Marino-Montefeltro Luigi Negri, ha detto: “La verità è che è stato compiuto un gesto di violenta eliminazione della vita su una persona debole ed indifesa”. E poi il coro degli zuavi pontifici: il ministro Maurizio Sacconi, il sottosegretario Eugenia Roccella, Gaetano Quagliariello e Maurizio Gasparri, che gridano in aula al Senato che Eluana era stata assassinata. Fino all’inqualificabile volgarità di Berlusconi, secondo il quale Eluana poteva perfino avere figli. Monsignor Fisichella si rammarica che “intorno al caso di Eluana si sia creato un enorme caso mediatico… Credo che lo sbaglio iniziale sia stato proprio questo: avere voluto una evidenza mediatica oltremisura…”. Monsignore avrebbe preferito il silenzio, la clandestinità; e si capisce. Qualcosa, in realtà, non ha avuto visibilità, non è stato conosciuto: quel mondo cattolico e credente che non si riconosce nelle prese di posizione della gerarchia vaticana, ben raccontato da Marco Politi ne “La Chiesa del NO”. Pochi hanno conosciuto quanto dice monsignor Giuseppe Casale, vescovo emerito di Foggia: “Non si è voluto dare la morte ad Eluana, si è solo posto fine al suo calvario, un atto di misericordia, non un assassinio… parlare di omicidio è un’accusa gratuita, volgare e ingiusta. Non si è voluto dare la morte a questa giovane, l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura non porta a nessun beneficio, può essere legittimamente interrotta, questo non è omicidio”. O quanto dice l’arcivescovo Giancarlo Maria Bragantini, impegnato nella denuncia della ‘ndrangheta quand’era a Locri, e spedito contro la sua volontà, a Campobasso: “Sono vicino a Peppino Englaro, che invece di ricorrere a sotterfugi è sempre stato corretto e ha creduto nella giustizia. Bisogna apprezzare la sua rettitudine…”. Televisioni e giornali ci hanno spiegato che per la Chiesa Cattolica la nutrizione artificiale non è un trattamento medico, e sospenderla equivale all'eutanasia. Non è del tutto vero. C’è un documento ufficiale, mai sconfessato, la Carta degli Operatori Sanitari del 1995, del Pontificio Consiglio della Pastorale per gli operatori sanitari, il Vaticano si è guardato bene dal citare. Al paragrafo 120 ultimo capoverso si legge: "Alimentazione e idratazione, anche artificialmente amministrate, rientrano tra le cure normali dovute sempre all'ammalato quando non risultino gravose per lui…". La Chiesa, insomma, in alcuni casi consente la sospensione della nutrizione artificiale, ma non lo si deve sapere. Il goebbelsiano trionfo della menzogna sulla verità.

Direttore di Notizie Radicali,il quotidiano telematico di Radicali Italiani. E’ iscritto all’Associazione Luca Coscioni.
 

Mercoledì, 11 marzo, 2009 - 15:51

1 commento

le cellule staminali ed Eluana

L'on. Coscioni è in Parlamento perché la cellule staminali embrionali potevano salvare il marito. Non ha fatto in tempo per lui, poteva fare in tempo per Eluana? se sì, Peppino, "il mattoncino, e il presidente, mastino Napolitano, sono carnefici.

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