Meno ideologia, più condivisione

di Ruggero Ruggeri

Nell' università ci sono banche dati, quindi gli impact factor si confrontano con situazioni di dominio di mercato. E questo e' un aspetto importante. L'altro aspetto importante e' il dominio di una teoria, cioè il modello di una teoria dominante determina o meno la possibilità di accesso dentro queste banche dati.
Quindi stiamo costruendo un sistema di valutazione che penalizzerà in qualche maniera l'innovazione, che e' esattamente l'opposto di quello che il processo culturale universitario dovrebbe iniziare a fare.
A me sembrano che questi siano due punti estremamente importanti con cui andare a impostare e iniziare a ragionare sui processi di valutazione perché e' vero che quello che abbiamo fatto dopo Mussi sono i nuclei di valutazione di ateneo, per cui uno si autovaluta, ma e' chiaro che questo tipo di scelta non può camminare e non può funzionare.
E' necessario un confronto internazionale, e' necessario un dialogo internazionale anche con le altre strutture che fanno ricerca, ma pensare che un articolo scientifico in inglese o in altra lingua pesi di più che in italiano significa solo guardare e ignorare processi economici, anche di carattere culturale, perché ne va anche del patrimonio linguistico in qualche maniera, perché l'esercizio della nostra lingua e' una modalità di concettualizzazione, perché se vado a fare un report di carattere medico, il bollettino inglese e' identico a quello americano.
Se vado a fare un lavoro diverso, che entro in materie che hanno una capacità di concettualizzazione diversa, o aspetti che hanno a che fare con altre discipline, significa abbandonare una costruzione del pensiero scientifico e questo mi sembra un grande danno dal punto di vista culturale oltre che economico.

 

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 14:30

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