Macelleria sociale

di Pietro Barbieri

 La prima questione è la questione della valutazione dei servizi, terreno particolarmente nuovo in questo Paese, il che è paradossale quando parliamo di servizi sanitari, sociali, servizi di qualunque tipologia che non sono aperti alla valutazione indipendente che dovrebbe essere il modo attraverso il quale si legge la qualità in relazione alla spesa che viene fatta.
La questione della valutazione è una questione centrale, la valutazione indipendente è ovviamente quella che dovrebbe essere fatta dalle persone direttamente coinvolte e dalle organizzazioni in particolare che le rappresentano.
Il tema delle risorse è diventato un tema centrale perché la mozione, i documenti dell’Associazione Coscioni hanno una centralità rispetto all’applicazione delle norme esistenti, a partire dalla convenzione Onu.
Il tema delle risorse nel nostro Paese per le politiche sociali è un tema abbastanza complesso perché fondamentalmente noi nel nostro Paese, secondo i dati Eurostat 2008, spendiamo sulla disabilità e sugli anziani, nel complesso, 1, 2% del prodotto interno lordo, noi spendiamo il 60% in meno di quello che spende l’Europa a 15. Ovviamente quando parliamo di Europa a 15 parliamo dei grandi Paesi: Germania, Francia, Inghilterra, ma anche di Portogallo, Grecia, Irlanda, etc.
Cosa è accaduto in questi anni e cosa sta accadendo? Stiamo ragionando di un capitolo di bilancio molto molto molto ridotto. E quindi questo tema non ha a che vedere con la riduzione della spesa pubblica, non ha a che vedere con le compatibilità economiche, non ha a che vedere con il sostegno, come dire, la stabilità dell’euro che ha guidato le manovre in corso, ha a che vedere con ben altro, con quello che è stato più volte sostenuto, detto dai Ministri Tremonti e Sacconi, ha a che vedere con l’intenzione chiara di ridurre la spesa sociale finalizzando tutto questo al rendere sostenibile il federalismo fiscale, di questo parliamo, federalismo fiscale che data la differenza di spesa sociale in giro per l’Italia tra servizi e emolumenti diretti, data l’enorme differenziazione se fosse fatto un benchmarking, la spesa sociale sarebbe aumentata enormemente e il federalismo fiscale non si sarebbe potuto fare. Questo è contenuto nei documenti del federalismo fiscale che il governo ha adottato nel momento in cui è stata lanciata la norma sul federalismo fiscale che sostanzialmente dice due cose: i servizi sociali non esistono in quel documento, non sono presi in considerazione, esistono solo i servizi sanitari.Le indennità di accompagnamento e tutta la voce che va sotto il nome di invalidità civile deve essere drasticamente ridotta: è quello che dicono quei documenti su tutto quanto riguarda le politiche sociali e da lì comincia il massacro, utilizzando argomento antichi, la questione dei falsi invalidi, le regalie fatte alle cooperative sociali. Sotto questo genere di ipotesi, colpire falsi invalidi e ridurre gli sprechi si è abbattuta la mannaia che vi descrivo.
Nel 2008, l’epoca di massimo splendore della spesa per servizi sociali nel nostro Paese, parliamo di una spesa stimata dall’Istat di circa 6 miliardi, 6 miliardi che vi faccio presente essere ancora meno del 40% della spesa che i Paesi europei sostengono, ma parliamo di un terzo della spesa che gli altri paesi sostengono, spesa che sostanzialmente ha al suo interno i servizi sugli anziani, i disabili, minori, tossicodipendenze, questa spesa viene ridotta prima con la sparizione letteralmente del fondo per le politiche sociali e del fondo per la non autosufficienza.
Dopo di che c’è quest’ultima manovra che va letta nel combinato disposto con quella di luglio che prevede un taglio di trasferimenti ai comuni di 7 miliardi di euro.
Arriviamo al tema delle invalidità civili. Su questo noi abbiamo avuto chiara impressione fin dall’inizio che, da quando sono state fatte le prime manovre che c’era un’intenzione non certo di colpire i falsi invalidi che tra l’altro in buona sostanza non esistono in questo capitolo se non veramente per numeri irrisori, si intendeva colpire questo capitolo per ridurlo drasticamente, il top della retorica ha portato a un certo punto durante la discussione parlamentare sulle invalidità civili di qualche mese fa, il leghista capo gruppo Reguzzoni a dichiarare che in Italia sul capitolo delle invalidità civili, e lo ha anche scritto nella mozione che ha proposto al parlamento, c’erano ben 12 miliardi di spesa che andava ai falsi invalidi.
Andiamo a prendere ciò che scritto nella manovra: bisogna fare un risparmio di ben 20 miliardi di euro su 2 capitoli, e sono: invalidità civile e reversibilità. In sostanza si colpiscono disabili e anziani, anziane donne, tanto per tradurla in termini più concreti. Quanto fanno questi due capitoli insieme? 55 miliardi di spesa. 20 miliardi di tagli significa un massacro, uno su tre perde l’emolumento. Questo non è definibile in altro modo che “macelleria sociale”. Provo a immaginare se improvvisamente io perdo l’indennità di accompagnamento e i servizi, non faccio più il presidente Fish ve lo posso assicurare perché non posso più uscire di casa, e non posso fare più tante altre cose. Allora Tremonti aggiunge: qualora non sia possibile raggiungere questo obiettivo facciamo un’operazione, tagliamo automaticamente del 25% le agevolazioni fiscali esistenti assistenziali, non si possono tagliare quelle alle imprese, si tagliano quelle assistenziali e quali sono le agevolazioni fiscali assistenziali? Di certo non sono quelle dei cani guida per i ciechi che rappresentano un’inerzia di spesa, ma neanche tanto le agevolazioni per l’acquisto di automobili per i disabili, rappresentano una spesuccia, ma sono due capitoli di bilancio centrali che sorprendono per le attitudini di questo governo, perlomeno ciò che ha dichiarato questa maggioranza, ovvero gli assegni familiari, quindi l’unico sostegno che c’è oggi alla famiglia.

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 13:23

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