Luci e ombre del caso Zamboni

di Carmen Sorrentino

Nel 2010 numerosi malati di sclerosi multipla si sono mobilitati per pubblicizzare la CCSVI (insufficienza venosa cerebro-spinale cronica), una cura vascolare scoperta dal professor Paolo Zamboni dell’Università di Ferrara e che a detta di molti potrebbe curare la Sclerosi multipla (SM). I malati denunciavano tramite i canali del social network che la diffusione di quella cura su larga scala era ostacolata da lungaggini burocratiche motivate da oscurantismo e interessi in gioco delle ditte farmaceutiche orientate a non diffondere la cura CCSVI, la quale con un semplice intervento di angioplastica dilatativa avrebbe potuto a detta di alcuni migliorare vari sintomi della SM.

Sollecitata da più parti, la scelta dell'Associazione Luca Coscioni è stata principalmente quella di contribuire alla trasparenza del dibattito medico-scientifico che pareva non essere giunto a conclusioni univoche persino da parte dello stesso professor Zamboni. In questo senso l’8 ottobre 2010 è stata organizzata nella sede dell’associazione la tavola rotonda: "Cura CCSVI e sue implicazioni per la sclerosi multipla" con lo stesso Paolo Zamboni e Marco Salvetti, professore associato di Neurologia della Sapienza e membro dell’AISM, un confronto tra voci diverse per tentare di meglio capire ma soprattutto per individuare possibili iniziative politiche comuni.

Ai malati che si rivolgono al Soccorso civile viene indicata, se richiesta, la lista di centri che effettuano la CCSVI, tuttavia con una clausola di cautela per mettere in guardia da possibili decisioni avventate sul piano medico, avendo avuto, ad esempio, notizia di interventi di angioplastica che non corrispondevano a una reale necessità. Pertanto viene suggerita prudenza e di intraprendere ogni passo in consultazione con medici di fiducia.

Riascolta la tavola rotonda grazie alla registrazione di Radio Radicale: http://www.lucacoscioni.it/tavola-rotonda-cura-ccsvi-e-sue-implicazioni-la-sclerosi-multipla-con-paolo-zamboni-e-marco-salvetti

Lunedì, 13 dicembre, 2010 - 13:27

1 commento

 Non ci può dare maggiori

 Non ci può dare maggiori indicazioni su quali sono i centri che avrebbero eseguito interventi di PTA senza una reale necessità?

Chiederemmo a chi ha subito l'intervento in quelle strutture come è andata la liberazine e se ha sortito effetto.

Grazie

Pino Cucci

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