Il film “Niente velo per Jasira” di Alan Ball

Lo “scandalo” della sessualità dei minori

Gianfranco Cercone

L’estate è il momento in cui trovano a volte spazio nei cinema, insieme a pochi blockbusters, film controversi, difficili, scabrosi, ritenuti dai distributori per varie ragioni poco appetibili dal pubblico; e proprio per questo, in certi casi, interessanti.
“Niente velo per Jasira” è un film americano prodotto, scritto e diretto da Alan Ball (già premio Oscar per la sceneggiatura di un film di successo, “American Beauty”); tratto da un romanzo di una giovane scrittrice, Alicia Erian, uscito in Italia da Adelphi con il titolo provocatorio: “Beduina”.
Il film racconta la vicenda di una ragazza di 13 anni, Jasira appunto, nata in America, da padre libanese e da madre americana, già separati all’inizio del racconto.
La ragazza viene spedita dalla madre a vivere da sola con il padre, in Texas. Padre libanese, cattolico; di un cattolicesimo severo e punitivo.
Il padre non vuole che la figlia indossi abiti appena scollati; le proibisce di truccarsi; e si mette anche a sindacare sugli assorbenti che per una ragazzina sarebbe morale utilizzare.

Ma si sa che spesso dove niente è permesso, tutto è permesso. E in barba agli ordini del padre – assente per lavoro e distratto dall’avvio della relazione con un’altra donna – Jasira si comporta come le pare.
E’ fisicamente procace; ignorante sul sesso (perché il padre non le dà informazioni a riguardo), ma con i sensi già svegli. Legge volentieri riviste erotiche, e attira l’interesse di vari uomini.
Di “Niente velo per Jasira” si potrebbe apprezzare la riuscita di alcuni episodi, e forse la goffaggine di altri. Certo, il personaggio della ragazza è uno dei punti di forza del film: mutevole, contraddittorio, ma anche coerente con se stesso, come tutti i personaggi veri, non semplificati in un clichè. Tormentata, oppressa dai problemi familiari e della crescita, a cui si aggiunge il razzismo della società circostante; ma anche, nella sua vita amorosa, felicemente disinibita.
Ma voglio segnalare il film in particolare per il modo audace, nuovo, e per qualche spettatore probabilmente scandaloso, con cui è affrontato il tema della pedofilia (ricordo che Jasira ha tredici anni).
Un giorno le accade un incidente. Un vicino di casa, un soldato americano – uno degli uomini che le piacciono e a cui lei piace – nel corso di un’effusione particolarmente spinta, perde la testa, e forse non sapendola ancora vergine, la deflora con le dita.
 

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Giovedì, 10 settembre, 2009 - 12:15

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