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L’impotenza di un Papa anticonciliare e la forza di Marinella

L’Agenda oltre l’edicola
Cara Redazione,
Mi dispiace ma domenica 7 marzo mi trovavo ad Atene e non ho potuto comprare Agenda Coscioni in edicola. Ma una volta non mandavate a casa il periodico dell'Associazione Coscioni ai suoi aderenti? Tanti carissimi auguri e saluti.
Elzbieta Cywiak

Cara Elzbieta,
Il giornale non soltanto lo puoi trovare ogni prima domenica del mese in allegato con Terra, ma dopo qualche giorno anche online all'indirizzo www.agendacoscioni.it. E comunque, per gli abbonati all'Associazione Luca Coscioni, il giornale verrà, come sempre, recapitato a casa o all'indirizzo che tu stessa hai fornito. Grazie per l’attenzione con la quale ci segui!
Un saluto,
Rocco Berardo
Direttore Agenda Coscioni

Quattro anni dopo Luca/1
Cara Redazione,
Come la mettiamo con una società (leggasi...gente) divenuta incapace di indignarsi e di pensare in proprio? Che resta in attesa che il cambiamento avvenga "de motu proprio"?? La nostra è una società continuamente offesa e maltrattata, e che scende in piazza solo quando l’Italia vince ai mondiali, non quando le viene tolta la libertà e la dignità!
Dott.ssa Silvia Toni

Quattro anni dopo Luca/2
Cara Redazione,
Dall’articolo di Maura Cossutta pubblicato sul numero di febbraio di Agenda Coscioni: “Un pensiero che deve essere forte, ....Un pensiero forte che parli....Un pensiero forte che consideri...”. Io avrei letto bene “Partito”, proprio al posto del “pensiero”. Questa, a mio avviso, l’alterità di Luca, e il pensiero che di lui ho sempre avuto, rafforzato dopo la lettura a quattro anni dalla scomparsa. Complimenti, al prossimo numero.
Claudio Giuseppe Scaldaferri

Un’Agenda tascabile?
Cara Redazione, ho sempre difeso la storia di Luca Coscioni e ho appena fatto una piccola donazione. Le mie possibilità sono limitate. Mi permetto però di dirvi che il giornale che ricevo potrebbe essere più stringato,forse diventerebbe meno costoso.
Vi stimo vi saluto,
Marirosa Toscani Ballo

Un Papa anti-Concilio Vaticano
II Vorrei sentire da qualche coraggioso vaticanista, un commento circa quello che testualmente afferma il Papa, nella sua lettera pastorale ai cattolici d'Irlanda, resa pubblica il 20 marzo u.s., nel punto dove indica, come causa degli abusi sui minori, "... Il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano Secondo fu a volte frainteso e in verità, alla luce dei profondi cambiamenti sociali che si stavano verificando, era tutt’altro che facile valutare il modo migliore per portarlo avanti. In particolare, vi fu una tendenza, dettata da retta intenzione ma errata, ad evitare approcci penali nei confronti di situazioni canoniche irregolari. E’ in questo contesto generale che dobbiamo cercare di comprendere lo sconcertante problema dell’abuso sessuale dei ragazzi, che ha contribuito in misura tutt’altro che piccola all’indebolimento della fede e alla perdita del rispetto per la Chiesa e per i suoi insegnamenti ...". Infatti ritengo che quanto sopra rappresenti un pesantissimo attacco al Concilio Vaticano II da cui risulta palese la profonda avversione dell’attuale Pontefice verso il Concilio medesimo. Siamo proprio agli antipodi di un Giovanni XXIV.
Gustavo Fraticelli

Sulla storia di Marinella
Ho letto, con sgomento e partecipazione, l'"illuminante" e sofferta lettera di Marinella sull'ultimo numero di Agenda Coscioni. Io posso capire la sua sofferenza perché ho una sorella di cinquant’anni malata di Sclerosi Multipla da quando ne aveva solo ventisette ...una vita!!! Oggi sopravivvive grazie alla PEG che l'alimenta, ma non parla più da tempo, non deglutisce, non articola alcun arto e ci guarda con lo sguardo perso nel vuoto...I medici ci dicono che non capisce, ma io sono convinta del contrario...E’ seguita giorno e notte, ma io mi chiedo spesso che senso abbia questa sua non vita, dove non c’è più spazio per tutte quelle attività che a lei erano indispensabili, come il viaggiare, il fare sport (era un’atleta), vivere un sentimento negato, una maternità....una sua VITA vera. Oggi mi chiedo se' lei avesse voluto questo o avesse messo fine lei stessa a tutto questo!! Non sta a me decidere per lei, perché ognuno di noi è artefice della propria vita...Io per la mia so solo che non vorrei questo INUTILE accanimento terapeutico, questa sofferenza quotidiana, che ti fa perdere il senso di un tempo che passa inevitabile e insensato... E non è egoismo, credetemi, ma una sensazione di abbruttimento che non ti regala certo serenità...Io ammiro moltissimo Marinella che riesce ad andare avanti comunque con tutte le sofferenze del caso...invidio la sua forza, la lotta che fa contro una malattia che non dà tregua né pace. Sono del parere che la vita è davvero imprevedibile e nessuno di noi può dirsi immune da quel che può riservarci...Ci vuole un coraggio che in molti non sappiamo forse d'avere, e lo dimostra il fatto che esistano persone come Marinella, a cui auguro la serenità nel cuore che non ho io, per affrontare questo doloroso percorso!
Carla Moi

Venerdì, 16 aprile, 2010 - 12:57

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