Le vittorie in Tribunale

di Filomena Gallo

Noi nel 2004 abbiamo visto l'entrata in vigore di una legge che fin dal primo momento e' stata condannata sia dal mondo scientifico che dagli accademici, da tutti i giuristi d'Italia per la mancanza di fondamento di corrispondenza di quelli che sono i principi fondamentali anche del nostro ordinamento, che si basano sulla Carta Costituzionale.
Il 19 febbraio 2004 entra in vigore la legge sulla procreazione assistita: divieto di applicazione di tecniche eterologhe, divieto di distinzioni di embrioni, obbligo di uno e contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, divieto di crioconservazione degli embrioni, divieto di revoca del consenso dopo fecondazione assistita, divieto di accesso alle tecniche di Pma.
Nel luglio furono emanate le linee guida che sono un atto amministrativo, tecnico, che dovevano indicare dei requisiti tecnici, dovevano indicare quali sono le tecniche, i requisiti dei centri.
Con le linee guida e' stato introdotto il divieto di diagnosi di clinica diagnostica in quanto le linee guida dell'epoca stabilivano che l'unica indagine clinica effettuabile sull'embrione era solo l'analisi osservazionale. Osservando l'embrione non si può dire se abbia una malattia. Ma queste linee guida facevano di più: dicevano che quell'embrione, qualora fosse risultato patologico poteva essere lasciato estinguere nel terreno di cultura in modo naturale, e questo e' un altro elemento controverso perché la legge 40 dice che gli embrioni non possono essere distrutti. Le linee guida introducevano un nuovo divieto e la violazione di un divieto della legge 40, quindi in realtà era palese un eccesso di potere in questo atto amministrativo.
Gli effetti dell'entrata in vigore della legge 40 sono conosciuti da tutti. In realtà le coppie italiane dal 2004 hanno iniziato a rivolgersi alle strutture straniere per sottoporsi alle tecniche eterologhe, per produrre più embrioni e poterli crioconservare e sottoporsi una sola volta alla stimolazione farmacologica che viene utilizzata durante queste tecniche, andavano all'estero per evitare gravidanze plurime perché l'obbligo di trasferimento di più embrioni determinava gravidanze plurime e i medici hanno evidenziato che un tale obbligo avrebbe creato un danno alla salute della donne, in quanto la gravidanza plurima si può risolvere in un aborto e non tutelava quell'embrione che la stessa legge 40 voleva tutelare in assoluto, perché con l'aborto non si ha nessun bambino nato.
Le coppie italiane hanno iniziato ad andare all'estero anche per effettuare indagini cliniche sull'embrione e quindi noi abbiamo visto che vi e' stato un boom di centri stranieri che all'improvviso hanno iniziato a lavorare prettamente con gli italiani senza osservare nemmeno i periodi di ferie, centri stranieri che si sono anche attrezzati con personale italiano per parlare in italiano e coppie che hanno iniziato questi viaggi della speranza, una volta si andava all'estero alla ricerca di un lavoro, ora si va all'estero per una gravidanza e accedere a un trattamento sanitario che in Italia é vietato.
Dal 2004 al 2008 si e' evidenziato un aumento poi di quelli che erano i rischi paventati dal mondo scientifico, cioè un aumento delle gravidanze a rischio di circa il 3%.
In realtà siamo stati il Paese simbolo all'interno della comunità europea perché tali rischi nel resto d'Europa erano pari a zero.
Un altro elemento che in questi anni di applicazione della legge 40 e' emerso e' che e' stata la legge che per più volte e' finita in tribunale. E' finita in tribunale perché le coppie a un certo punto hanno iniziato a dire no a questa cattiva legge e vediamo che una delle prime decisioni significative l'abbiamo proprio qui a Roma con il Tar Lazio, anno 2008, il Tar Lazio che a seguito dell'intervento di vari tribunali della Sardegna, di Cagliari che disapplicavano le linee guida, dando alla coppia la possibilità di chiedere e di ottenere la diagnosi reimpianto, annulla le linee guida emesse con l'atto amministrativo per eccesso di potere e le dichiara illegittime, appunto in quella parte dove si prevedeva che l'unica indagine effettuabile sull'embrione era quella osservazionale.
E il Tar Lazio solleva il dubbio di legittimità costituzionale.
Quindi il Tar Lazio sostiene: se c'e' un limite di produzione di embrioni limitato a 3 la tecnica e' limitata, se c'e' l'impossibilita' di revocare un consenso prestato si profila un elemento di incostituzionalita'. Se c'e' l'obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, si profila un danno alla salute della donna.
Quindi, poiché il giudice amministrativo e il giudice ordinario non hanno il potere di intervenire sulle leggi, fu sollevato il dubbio di legittimità costituzionale in via incidentale e la legge 40 finisce in corte costituzionale, che e' l'unico organo che può cancellare la parte di una legge e la sentenza ha valore di legge e per di più il Parlamento non può emanare un'altra legge che contiene quelle parti che sono state cancellate.
Seguono l'esempio del Tar Lazio anche il tribunale di Firenze, successivamente con due ordinanze, e nel 2008 vengono emanate nuove linee guida.
Quindi arrivano in Corte Costituzionale tre procedimenti sollevati dal Tar Lazio e due dal tribunale di Firenze. In corte costituzionale il 30 marzo del 2009 si discute dell'incostituzionalita' di una parte della legge 40. Il 1° aprile esce la decisione. E’ stato un momento emozionante per tutti quanti noi che in dal 2004 al 2009 abbiamo lottato contro questa legge, e' stato proposto un referendum che ha visto una grande affluenza degli italiani alle urne che hanno tutti votato no alla legge 40 ma non e' stato raggiunto il quorum quindi non aveva alcuna efficacia mentre i giudici della corte costituzionale intervengono in modo specifico: cancellano il limite di soli tre embrioni, l'obbligo di contemporaneo impianto e aprono alla tecnica di crioconservazione.
La legge 40 rimette in discussione la tutela della persona, dell'embrione.
Dopo questo basta aprire i giornali negli ultimi mesi nel momento in cui si leggono notizie rilevanti sulla fecondazione assistita, vediamo un aumento delle nascite, un aumento delle gravidanze.
La stessa relazione al parlamento presentata lo scorso giugno riporta un notevole aumento di gravidanze e nascite dal 2009 al 2011, ma questa sentenza e' stata importante anche perché ha aperto la strada a altri pronunciamenti.

 

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 13:06

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