L'Associazione alle Nazione Unite

Grazie alla natura permanente del Congresso Mondiale come osservatorio sulle ingerenze e le limitazioni alla libertà di ricerca scientifica e di cura, riuscimmo a partecipare al Comitato di Bioetica dell'UNESCO quando si riunì per ridiscutere di clonazione terapeutica. Temendo una riapertura del dibattito alle Nazioni Unite - e che ciò portasse a una condizione ancora peggiore per pazienti e ricercatori - in quella sede chiedemmo di approvare la tecnica del trasferimento nucleare - impropriamente chiamata “clonazione terapeutica” - ma soprattutto di lasciare la ricerca scientifica libera di scoprire nuove cure. Il Comitato di Bioetica dell’UNESCO - composto di un comitato di tecnici (IBC) e di uno che raccoglie i rappresentanti governativi di 36 paesi (IGBC) - si riunì a Parigi dal 28 al 31 ottobre per discutere di clonazione umana. I due comitati discussero un articolo della dichiarazione UNESCO del 1997 sul genoma umano, la quale afferma che non devono essere permesse le pratiche che sono contrarie alla dignità umana, in particolare “la clonazione riproduttiva degli esseri umani”. La dichiarazione non è per sua natura vincolante, tuttavia gli Stati e le organizzazioni internazionali competenti sono da essa invitati a identificare dette pratiche e a prendere le misure necessarie a rispettare detta indicazione. E di fatto così è stato, dal momento che più di 50 Stati dal 1997 a oggi si sono più che conformati. L’Associazione Luca Coscioni e il Partito Radicale Nonviolento, che ha status consultivo alle Nazioni Unite, parteciparono ai lavori del comitato come osservatori con diritto di parola. Dal punto di vista della clonazione umana il dibattito si aprì e si chiuse con un nulla di fatto. Emblematica quanto breve la dichiarazione del delegato USA: riaprire il dibattito non sarebbe stato né necessario né saggio in quanto le cose non erano cambiate negli ultimi tre anni. Germania e Francia ancora una volta d’accordo - come nel 2001 quando avevano chiesto all’Assemblea Generale ONU di inserire all’ordine del giorno l’iniziativa internazionale contro la clonazione umana - questa volta sul fatto che non si poteva chiedere una convenzione (vincolante) ONU contro la clonazione riproduttiva perché un altro fallimento sarebbe stato controproducente, dopo che nel 2005 era andata – buon per noi - molto peggio di quanto si aspettassero. L’unica indicazione positiva fu quella di preparare un glossario tecnico-scientifico, per aiutare soprattutto i paesi in via di sviluppo (es. India, Cina) che si avvicinano solo ora a determinate pratiche, le quali sono comunque dichiaratamente oggetto di pregiudizio e confusione in tutto il mondo.

Lunedì, 2 marzo, 2009 - 15:16

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it