Politiche diverse

Lacrime e sudore vs. sangue e merda

di Guido Biancardi

Riflessioni su come con la nonviolenza evolve la politica. Dal partito di Rino Formica fino all'associazione di Luca Coscioni

La competizione politica fra opzioni diverse fra loro e persino opposte, che riesca a non soggiacere al codice bellico ed al suo lessico costrittivo che impone la violenza come unico codice valido, deve riuscire a costruirne un altro, irenico ma non fanaticamente “pacifista”.Da questa condizione non si sfugge, anche se è tutt'altro che agevole realizzarlo. In ogni caso resta sul tappeto che violenza e non violenza sono in lizza fra loro con in palio, senza sconti, il futuro. E uno spunto a rendere ancora più evidente questa realtà è venuto da un'intervista televisiva ad un uomo politico della prima repubblica, partecipante ad uno degli incontri del “primo dopo Chianciano”, l'ex ministro Rino Formica, cui dobbiamo,tra altre originali e poco ortodosse prese di posizione, la definizione della politica al tempo del suo P.S.I. come ”sangue e merda”. E che, richiesto di chiarire meglio il significato di questa icastica e provocatoria definizione,ne ha precisato il significato come “passione e contaminazione”.Una definizione davvero pragmatica. La Galassia Radicale è invece la lucida utopia di un'altra politica del corpo, ma non di sangue e merda. Non priva di passioni,(anzi!), ma senza la violenza in cui esse degenerano se il suo riferimento è solo ad un confronto di forza spesso senza regole che non siano che ulteriore manifestazioni di violenza autoritaria. Al suo posto la nonviolenza,per la quale il sangue versato non è mai dell'avversario, ma nella più deprecata ipotesi il proprio (di Andrea Tamburi, di Antonio Russo...). E, certo, anche senza contaminazione. Il nostro non è rifiuto di un possibile diverso contributo che ci snaturi o comprometta per sempre, letale per la nostra identità, ma accettazione serena di eventuali ibridazioni “geneticamente compatibili” se foriere di nuova vita. Il che non sta certo a significare una chiusura in una diversità esistenziale inaccessibile ad altri. Siamo un“partito aperto“ ed in tendenziale continua espansione che propone un impegno per una patria europea con un sistema democratico simile all'anglosassone,fortemente integrato da forme di democrazia diretta,imperniato su rappresentanti eletti a base territoriale in competizione fra loro e non di predestinati per grazia divina o nominati solo per censo, nascita o per cooptazione imposta da comuni appartenenze: siamo un movimento democratico non violento laico ed antinazionalista. Senza la nonviolenza la democraticità diventa il prezzemolo che si può accompagnare a tutte le portate di qualsiasi menù. Senza la democraticità fonte dello stato di diritto ogni pur valida istanza politica volge prima o poi inevitabilmente in violenza. Come si confrontano posizioni tanto antitetiche se si riecheggia la definizione scelta dal ministro?Sangue “e” merda richiamano in primo luogo le condizioni limite in cui questi elementi sono quasi necessariamente compresenti:la nascita, come è stata vissuta per secoli tradizionalmente, el'altrettanto tradizionale morte violenta, quella in guerra, nella paura più spaventosa (sangue e”arena” ne è celebre variante simbolica). Siamo nel codice bellico, quello dello scontro mortale. In cui il sangue è elemento essenziale, vitale per chi lo perde,necessario per chi lo sparge; mentre gli escrementi, che stanno ad indicare il residuo di ciò che non è più possibile elaborare oltre, sono l'elemento inquinante per antonomasia,“velenosi” anche per chi li produce. Questi sarebbero gli elementi necessari per e della politica, secondo i canoni della prima repubblica. Perché non riferirsi invece, adattando il detto al codice nonviolento,ad altri elementi(organici per non rinunziare alla loro forza simbolica),quali il sudore e le lacrime?Sono componenti fisiologiche dell'uomo altrettanto evocative di un suo impegno drammatico. Con una differenza sostanziale rispetto alle prime due: sono liquidi che vengono prodotti ed emessi dal corpo sia in situazioni ed in modi corrispondenti alla definizione di Formica,a significare passione e contaminazione(quest'ultima al meno emotiva), ma con una diversità di fondo rispetto al ministro:quella di essere,entrambi, lacrime e sudore, due liquidi che sono composti sempre da sostanze presenti fisiologicamente in ogni corpo umano, le lacrime a rappresentare un tramite perché,nella gioia come nel dolore,ci renda consapevoli che ,“umanamente”, ad un primo effetto di offuscamento della coscienza simboleggiata dal visus fisico e/o emotivo, subentra poi una più limpida visione della realtà;e non a costo di perdita di sostanze vitali ma per il semplice utilizzo di parte delle proprie risorse (ormoni e minerali oltre all'acqua) al fine di rendere meno impossibile la gestione di momenti estremi. Ed il sudore in cui si esprime la funzione fisiologica del raffreddamento del corpo soggetto ad uno sforzo violento a mezzo dell'eliminazione di sostanze in eccesso eda espellere (“tossine” nell'epoca dei prodotti tossici), è la rappresentazione della proposta di fare ricorso alla capacità di allontanare da sé la parte eccedentaria di componenti proprie che risulterebbero tossiche per semplice accumulo , attraverso uno sforzo di cui è parte essenziale per il successo. Realizzando“evidentemente” la possibilità di inverare l'influenzamento nonviolento della politica in via diretta ed esplicita, trasparentemente cioè: “dal corpo (universale)del malato al cuore della politica”. Con un ventaglio di caratterizzazioni ricchissimo costruito dalla cultura: lacrime di dolore,cordoglio, dispetto, di delusione,di rabbia e di felicità, spesso equivoche ed anche ambivalenti ma tanto più intense semanticamente quanto più incontrollate a sorreggere parole che non bastano. Si nasce e si muore anche ad occhi asciutti (ma quante lacrime vengono inghiottite, e si sa che non sono saliva) e non sempre necessariamente madidi di sudori freddi. Ma comunque è possibile essere pieni (non “preda”)di passioni profonde. E le passioni civili che animano il nonviolento non sono “tristi”come quelle che gli adolescenti di Benasayag e Schmit (cfr.“L'epoca delle passioni tristi”)rifiutano e da cui sono respinti nella frustrazione. Se civile può essere anche l'amore e non solo l'impegno troppo spesso millantato,vero e proprio eufemismo di un dovere del cui esercizio coatto e disperato pretendere poi un infinito impossibile risarcimento che può corromperne il significato. Come può l'ex-ministro Veronesi,del quale non avrei potuto immaginare un gesto così sgraziato se non avessi con i miei occhi letto il Corriere del 25 Febbraio(cfr: La scienza per la pace),dare origine ad un'iniziativa che è la sfacciata riproduzione fedele sino nei particolari (e forse in alcuni nomi) dell'iniziativa della Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca?Immemore di questa nostra realtà?Insensibile allo spreco mediatico ed organizzativo costituito da una duplicazione che ha le stigmate di una contraffazione mirante a confondere in merito all'originale?E per quali altri motivi, se non anche per oscurare la Coscioni attraverso una parvenza di maggiore reclamata titolarità“da specialista” a sostenere posizioni degne di fiducia riguardo alle scienze? O,forse, è solo un aggiornamento del “sangue e merda”?Speriamo così non sia.

Giovedì, 14 maggio, 2009 - 17:10

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