La testimonianza - In nome di Luca contro le discriminazioni

di Maria Antonietta Farina Coscioni

 Luca ci aveva da poco lasciato, era il giorno del suo funerale. Marco Pannella, che ci era sempre stato vicino, se possibile lo fu ancora di più. Quel giorno si avvicinò e mi chiese: “Cosa vuoi fare da grande?”.

 “Voglio continuare a fare quello che faccio”, gli risposi. Non c’è stato bisogno di aggiungere altro, non mi ha chiesto che cosa facessi, cosa avessi fatto fino a quel momento. Lo sapeva bene, o almeno lo immaginava, lo aveva capito. Così a settembre ho lasciato Orvieto e mi sono trasferita a Roma, ho cominciato a dedicarmi a tempo pieno all’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica. Poi, nel 2008 sono stata candidata ed eletta al Parlamento. Così, grazie a Marco, finalmente, il nome Coscioni compare negli atti parlamentari, un “segno” che resta, rimane. Simbolo di tutto quello per cui ci siamo battuti e ci battiamo. Quando Luca era vivo, e le liste radicali portavano il suo nome, il PD pose il veto: quel nome metteva paura. La loro richiesta fu chiarissima; dissero: il nome di Luca divide, e anche alle successive elezioni regionali posero il veto:  il nome Coscioni non doveva essere inserito nel simbolo delle liste. Ora quei diktat sembrano caduti, almeno nelle forme in cui venivano imposti in passato; però le difficoltà di allora ci sono ancora tutte, avverto gli stessi timori, gli stessi imbarazzi, le stesse reticenze. Di conseguenza, anche il nostro impegno è quello di sempre: teso a liberare la società dalle discriminazioni che si verificano, a partire da una realtà che conosco molto bene, quella delle persone malate e disabili, perché la loro volontà sia tutelata e rispettata, per la libertà di ricerca come accade in tutti i paesi civili; e per il diritto di ciascuno di vivere con dignità e poter interrompere la propria esistenza quando non la si ritiene più degna di essere vissuta. E’ merito di Marco se ora queste persone hanno più voce e più ascolto: il suo è stato, ed è, un ruolo fondamentale, decisivo. E’ l’unico che io conosco che riesce a individuare subito i punti “forti” delle persone, ma soprattutto i punti “deboli”; e mentre dà per scontati i punti “forti” di ciascuno, sa come lavorare su quelli “deboli”, per irrobustirli.  

Mercoledì, 2 Febbraio, 2011 - 18:39

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