Un libro di Alberto Zuliani*

La statistica come “strumento di cittadinanza”

a cura di Carlo Troilo

“Statistiche come e perché. A cosa servono, come si usano”: il titolo del libro di Alberto Zuliani sintetizza efficacemnete i messaggi che l’autore vuole inviare ai lettori ma anche alla classe dirigente, che mostra di sapere poco dei dati statistici e soprattutto tende a piegarli alle proprie tesi ed esigenze. E questo contro l’insegnamento di Goffredo Achenwall, creatore nel 1700 del termine “statistica”, il quale affermava che “la politica insegna come gli Stati devono essere; la statistica descrive come essi sono realmente” (è una delle molte citazioni cui Zuliani dedica una serie di gustosi “box”).

Nel libro vi sono utili “istruzioni per l’uso” della statistica. La più significativa mi sembra questa: avere sempre in mente alcuni aggregati di riferimento. Ad esempio: la popolazione residente in Italia, pari a 60 milioni a fine 2008; il prodotto interno lordo, pari a circa 1.500 miliardi di euro nel 2009; il debito pubbico, pari a crica il 115% del PIL nel 2009 e via dicendo. Questo – argomenta Zuliani - aiuta a valutare l’ordine di grandezza di fenomeni collegati e a non abboccare a dati riferiti estemporaneamente e strumentalmente. Ho capito l’importanza di questa raccomandazione quando, di fronte al dato di 120 miliardi di evasione fiscale, sono andato a raffrontarlo con il PIL o con il numero totale dei poveri in Italia (otto milioni) ed ho realizzato che con quei 120 miliardi, se recuperati, si potrebbero dare oltre 1.000 euro al mese a ciascuno di quei nostri sfortunati connazionali. Più di recente, quando Tremonti ha affermato che le province costano “solo” 200 milioni l’anno, mi è stato molto utile sapere che con quella cifra, che al ministro sembra irrisoria, si potrebbe quadruplicare lo stanziamento (peraltro ancora senza coperura finanziaria) di 50 milioni annui per la terapia del dolore, dove l’Italia si colloca all’ultimo posto in Europa. E chiunque di noi potrebbe fare infiniti diversi esempi.

Zuliani offre anche, in poche ma intense pagine, lo spaccato di alcuni aspetti della nostra società, smentendo molti luoghi comuni (in particolare sulla presunta maggiore attitudine al crimine degli “irregolari”) ed evidenziando l’importanza di problemi come la disoccupazione, molto superiore ai dati ufficiali, o la disabilità.
Ma le parti più vivaci del libro sono quelle in cui l’autore si diverte a dimostrare la non attendibilità di strumenti come l’Auditel, sui cui pure si basano le principali scelte degli investitori pubblicitari. Oppure a demolire alcuni casi clamorosi di diffusione di dati che alimentano il già diffuso qualunquismo nazionale. L’esempio più efficace è quello relativo alle “auto blu”. Zuliani cita il dato fornito dal vicedirettore di un quotidiano, “ospite fisso in un talk show domenicale” (574.215: una precisione inverosimile, la fonte del dato non citata) e quello analogo (607.918) fornito poco tempo dopo da una associazione di contribuenti. Zuliani elenca puntigliosamente le posizioni di rilievo, tali da poter ragionevolmente dar diritto ad un’auto di servizio, presenti nel Parlamento, nel governo,, negli enti locali (regioni, province, comuni), negli enti e nelle aziende pubbliche, nelle forze armate ed in quelle dell’ordine, nelle varie magistrature e giunge alla cifra di 20/30mila: un dato che coincide con quello fornito da Brunetta, non tenero con la P A, che parla di 30 mila auto blu (più circa 60 mila “auto grigie”, non di rappresentanza ma destinate a necessità operative).

Il libro – troppo ricco di spunti pe poterlo riassumere efficacemente in breve spazio – si conclude con alcune pagine dedicate alla statistica “strumento di cittadinanza”. “Per affrontare un problema, scrive Zuliani, per prendere una decisione, per capire cosa sta succedendo intorno a noi è necessario servirsi di informazioni di tipo statistico…….quindi essere capaci di trovarle, di discriminare quelle affidabili dalle altre, di valutarne la pertinenza e la completezza rispetto alle esigenze…… I cittadini, per essere pienamente tali, devono essere in grado di interpretare e servirsi delle statistiche ufficiali, prodotte per il loro uso e con il loro finanziamento, attraverso la fiscalità generale”.

*membro di direzione dell'Associazione Luca Coscioni

 

Lunedì, 22 novembre, 2010 - 19:23

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it