La statistica al servizio della salute

di Roberta Crialesi

L’Istat ad una svolta: coordinare dati sovranazionali, nazionali e regionali per creare una banca dati come base valida di decisione politica in materia sanitaria

Dare voce alla statistica ufficiale significa produrre e diffondere informazioni affidabili, imparziali, trasparenti e pertinenti. Una gestione efficace delle risorse informative è essenziale per i processi decisionali nell’azione politica, sia per gli operatori sociali ed economici, sia per i cittadini. La misurazione dell’azione pubblica nel settore sanitario è molto importante perché tale settore assorbe ingenti risorse con la spesa sanitaria, destinata ad aumentare. Quindi in un contesto generale di razionalizzazione delle risorse la statistica è fondamentale, così come è fondamentale il collegamento tra informazione statistica e sistema di decisione. Il cittadino come fulcro della sanità è uno slogan ormai comune, perché c’è un cambiamento di paradigma: da un sistema di cure ad un sistema rivolto ai bisogni dei cittadini, soggetti e oggetti. Per questo l’Istat deve produrre informazioni per il cittadino, in modo da essere autonomo nelle decisioni. Il cittadino deve soddisfare i suoi bisogni in qualsiasi parte del paese, ovvero deve esserci equità della salute; ciò comporta un attenzione particolare nel monitoraggio dei sistemi regionali. Un tema che sarà sempre di grande interesse è l’integrazione socio-sanitaria: sono ambiti di intervento contigui e talvolta si sovrappongono anche per quanto concerne le competenze; la stessa organizzazione politica e normativa ne rendono, tuttavia, difficilmente coordinabili le azioni. La difficoltà è registrata nei flussi informativi. E poi c’è l’annosa questione della sostenibilità economica del sistema che va monitorata e documentata con attenzione. La sfide statistiche dunque quali sono? L’Istat si trova ad una svolta: dover coordinare in maniera efficace domande di informazione almeno in parte diverse; quelle generali della statistica ufficiale, quelle dettate dell’armonizzazione sovranazionale, quella più specifica del governo della sanità, quella proveniente dalle politiche e quella della società civile. Riporto alcuni dei punti affrontati nella IX Conferenza Nazionale di Statistica: troppo spesso si programma senza il supporto della misurazione dei fenomeni; inoltre bisogna potenziare e favorire la cultura dell’utilizzo delle informazioni statistiche adeguate. Il panorama delle informazioni disponibili della sanità è variegato perché diversi sono gli attori. Ci sono molte indagini e sistemi informativi: ciò da un lato è una grande ricchezza ma pone, dall’altro lato, anche problemi per trovare l’informazione essenziale. Sussistono difficoltà, inoltre, quando si vogliono generare informazioni per il ridisegno delle politiche, perché i dati prodotti e circolanti sono amministrativi, ovvero realizzati in processi di monitoraggio e gestione economica, e quindi sono ottimi indicatori per il monitoraggio della spesa ma non per il ridisegno. Esiste poi una necessità forte di coordinamento e un’altra linea strategica è quella di favorire la fruibilità del sistema e velocizzare la circolazione dei dati. Un grosso successo è l’Health for All Italia (http://www.istat.it/sanita/Health/), che raccoglie oltre 4000 indicatori della sanità. Un altro prodotto di grande rilevanza è il sistema informativo sulla disabilità. Merita di essere citata una storica indagine sulle condizioni di salute della popolazione che ha una grossa valenza come lavoro di sinergia con altre istituzioni.

Mercoledì, 8 luglio, 2009 - 15:42

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