La qualità non è una citazione

di Romano Scozzafava

Il finanziamento della ricerca e' legato alla legge Gelmini in maniera ovvia, quindi legato ai decreti attuativi della legge Gelmini che per quanto ne so io dovrebbero essere in totale una cinquantina e ne sono stati emanati soltanto 4 o 5 e credo che siamo al di là dei termini fissati per fare decreti, ma questo in Italia non e' un problema perché c'e' sempre il solito trucco di dire: ma quei termini sono ordinatori e non perentori quindi li facciamo quando ci pare.
Ora questi decreti attuativi si vanno a stratificare con altri decreti non attuati come anche la riforma Moratti, che prevedeva decreti attuativi che non sono stati realizzati.
Comunque legato al problema della ricerca c'e' il problema dell'Anvur che sarebbe questa commissione fatta se non sbaglio da sette membri che dovrebbe gestire tutti i parametri per l'assegnazione dei fondi, parametri essenzialmente di tipo numerico basati su citazioni, cioè il contenuto scientifico dei lavori; la conoscenza e la lettura del lavoro e' in secondo piano, quello che viene guardato e' il parametro globale di questo tipo. L'Anvur considera l'impact factor, che e' il numero medio di citazioni in un arco temporale. Comunque molte comunità scientifiche, di ingegneria, architettura, discipline umanistiche hanno contestato questo criterio perché non riconoscono un carattere scientifico alle riviste easy ne' alle Scopus, perché nelle banche dati non si entra per valutazioni scientifiche ma per valutazioni con gli editori.
Basarsi sulle citazioni non e' di per sé un criterio valido, perché uno potrebbe avere stroncature e il mio lavoro e' citato un sacco di volte per dire che ho scritto molte boiate.
Come pure ci possono essere lavori eccellenti che nessuno cita perché sono un lavoro specialistico in cui sono pochi lettori e quindi questo viene penalizzato perché la citazione e' minore in quanto non e' di grande audience. C'e' una distinzione tra articoli in lingua italiana e in lingua non italiana e si da' un punteggio, un peso 1.5 contro il peso 1 a un lavoro scritto in lingua non italiana, quindi se scrivo il lavoro in serbo per esempio - perché per forza in inglese? - quel lavoro vale 1.5 indipendentemente dal suo valore scientifico.
Altro criterio opinabile e' che viene riconosciuto anche per le valutazioni dei docenti la capacità di attirare finanziamenti: se uno vale come sponsor, questo vale per tipi di ricerca applicativa, ma per chi fa ricerca umanistica non e' che ha finanziamenti, e questo non e' un criterio, se lo fa e' benvenuto, meno male, ma non deve essere un criterio discriminante.
Oh, poi un altro criterio della legge Gelmini: il finanziamento sembra debba essere fatto attraverso i dipartimenti. Sembra una buona norma, il dipartimento non e' un gruppo di ricerca omogenea, sono tutti gruppi diversi come contenuti e se in questo dipartimento, siccome poi si guarda la valutazione sulla produttività dei singoli dipartimenti, se io sono per esempio bravissimo e sono circondato da gente che non fa un tubo, vengo penalizzato perché si premia il gruppo: non si guarda l'individuo ma il gruppo, il dipartimento.

 

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 14:29

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