La programmazione non è un toccasana

a cura di Mirella Belvisi

A differenza di quanto ho sentito dire da alcuni oratori, non credo che la programmazione sia un toccasana, perché nel nostro Paese abbiamo assistito purtroppo a un tipo di programmazione che ha fatto scattare per quei famosi eventi (quali mondiali di calcio, olimpiadi o mondiali di nuoto) le deroghe. Qui a Roma abbiamo l’esempio eclatante delle deroghe a tutto, in particolare o con gli accordi di programma o con i commissariamenti. A Roma l'Autorità di bacino ha perimetrato le aree isondabili del Tevere e dell'Aniene, tuttavia queste zone sono edificate non abusivamente ma legalmente con il varo dell'Autorità di bacino che ha permesso di farle scomparire alzando il terreno. Hanno fatto costruire sulle aree golenali dell'Aniene dicendo che bastava alzare dalla quota esondabile verso una superiore, diminuendo così la possibilità del fiume di potersi espandere. Allora se questo Paese, e mi ricollego al discorso fatto sulla legalità, non si mette in testa che le regole e le invarianti vanno rispettate, noi questo Paese non lo salveremo ma avremo il Tevere o l'Aniene che periodicamente invaderanno tutti i quartieri di Roma, avremo morti in Calabria e incendi da tutte le parti perché nessuno viene educato a rispettare le regole che d'altra parte le stesse amministrazioni fanno fuori. Un altro esempio che voglio sempre descrivere è il famoso Modello Roma. Per edificare quelle aree del nuovo piano regolatore, per le quali Italia Nostra è anche ricorsa al Tar per dire che è illegittimo, si sono cancellati 900 vincoli paesistici della regione Lazio nella città di Roma perché bisognava permettere al costruttore di edificare in aree di particolare pregio - questo chiedono oramai i costruttori. Se lo stesso Comune di Roma non tutela i suoi valori paesistici non serve neanche una programmazione. Piuttosto bisogna dare un segnale, in questo Paese, di ritorno alla legalità e alle regole.

Martedì, 9 giugno, 2009 - 17:15

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