La nostra audizione alternativa

a cura di Elisabetta Zamparutti

Nel giorno del tragico terremoto in Abruzzo, abbiamo scelto di mantenere l’appuntamento con quella che è a tutti gli effetti una sorta di audizione extra-parlamentare. Ribadendo le nostre proposte di rottamazione del patrimonio immobiliare italiano, e più in generale di creazione di spazi di legalità anche nella gestione del territorio, abbiamo ritenuto di onorare così tutte le vittime di ieri. E di lanciare un monito ai cittadini di oggi.

La data del convegno “Piano casa, rottamazione edilizia e riforma della legge sul governo del territorio”, pur decisa da Radicali Italiani con settimane di anticipo, è finita per coincidere con quel 6 aprile 2009 che a lungo rimarrà impresso nella memoria collettiva del paese. Qualche ora dopo la mezzanotte, infatti, la città de L’Aquila – in Abruzzo – è stata colpita da un gravissimo terremoto. Abbiamo riflettuto se mantenere o meno questo appuntamento, i cui lavori presentiamo per la prima volta per iscritto proprio su Agenda Coscioni, e subito abbiamo ritenuto che lo svolgimento di questo incontro pubblico fosse il modo migliore per onorare le vittime del terremoto. Ma lo scorso 6 aprile è stata una giornata particolare non solo per la tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Proprio allora infatti, a Torino, è iniziato il processo nei confronti della ditta Eternit. Stiamo parlando, per essere chiari, di 3 milioni e 700mila tonnellate di amianto lavorate dal dopoguerra in poi, il 70 per cento delle quali è stato usato nell'edilizia. Siamo dunque ancora più convinti che quello che da tempo chiediamo, vale a dire un piano per la rottamazione edilizia del patrimonio immobiliare del nostro Paese, in particolare quello post-bellico privo di qualità e criteri antisismici, manifesti oggi tutta la sua urgenza e necessità. Con questo dibattito vogliamo quindi che la nostra proposta assuma massima priorità e centralità nelle politiche urbanistiche ed edilizie dei vari piani casa di cui si sta discutendo nel nostro Paese dove c’è una grave situazione di degrado, se non di sfacelo, del patrimonio edilizio e del territorio. Un territorio occupato, come sono occupate da 50 anni le istituzioni italiane, da partiti che non sono o non sembrano in grado di proporre soluzioni che nel rispetto del diritto e della legalità sappiano garantire la vita dei cittadini del nostro Paese. Oltre a questa nostra impostazione di fondo, ci sono anche alcune ragioni contingenti che ci hanno portati a convocare il convegno, in particolare il fatto che alla Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati siano in discussione proposte di legge per la riforma della Legge sul governo del territorio, il che vuol dire riforma della Legge urbanistica. Si tratta di una discussione molto importante, a cui poi si sono aggiunti gli annunci dei cosiddetti Piani per l'edilizia sociale, e poi il Piano straordinario per l'edilizia residenziale. Noi riteniamo che provvedimenti di tale portata debbano essere oggetto di un’unica riflessione che, a mio avviso, non potrà non tenere conto anche dei contributi dei relatori che hanno partecipato a questo incontro. Per alcuni di loro avevamo fatto esplicita richiesta che fossero auditi in Commissione Ambiente: penso ad esempio ad Aldo Loris Rossi, a Maria Cristina Treu e ai rappresentanti di altre associazioni ambientaliste, personalità e soggetti che però non sono stati ritenuti degni di essere ascoltati. Questo nostro seminario è dunque allo stesso tempo una sorta di audizione alternativa, extraparlamentare, che io ritengo di assoluta necessità.

Martedì, 9 giugno, 2009 - 15:58

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