La medicina per Normaloidi

di Bruno Tescari

 I consiglieri radicali regionali, comunali, provinciali e non solo loro, parliamo anche di altri partiti, si facessero promotori attivi per andare a vedere quello che accade nei vari ospedali.
Parlo da utente con disabilità: la medicina in Italia si studia e si applica per i normaloidi, non per i disabili, non sanno neanche come prenderci in braccio.
Per esempio per fare le lastre o il doppler negli ospedali non li puoi fare perchè non ci sono i lettini che si piegano ad altezza delle carrozzelle, non sempre trovi l’infermiere disponibile a alzarti in braccio.
Credo che il 98% degli ambulatori medici privati stanno ai piani superiori senza ascensore.
Per esempio se mi fanno male i denti sono riuscito finalmente a scovare un dentista nella zona Eur e un dentista a Carsoli che sono a pianterreno.
Fare tutte le belle analisi senza scendere poi sulla pelle e sulla vita delle persone e’ un grosso errore che sta facendo l’Associazione.
Sul nomenclatore dovremmo presentare una proposta complessiva: ricordate l’elasticità del nomenclatore, l’apertura agli ausili internazionali.
La relazione di Pietro Barbieri credo che sia talmente tragica, non drammatica, che dovrebbe indurci non a pensare che cosa si può fare per, tanto non serve a niente.
Io non lo so, e lo dico con molta tristezza evidentemente, perché e’ un tipo di politica che tratta il sociale esclusivamente da un punto di vista finanziario e siccome non rende in termini di denaro, così si ritiene, e a nostro avviso anche erroneamente, e’ chiaro che si schiacciano le persone con disabilità oltre che i malati.

E poi c’e’ un altro fatto, che questo e’ un governo che non rispetta nemmeno i propri impegni.
Il problema nostro come Associazione, in generale, oggi e’ di fronte a un avversario che scientificamente decide che vuole e deve massacrare le persone che non rendono denaro di fronte, a un avversario che seguita a produrre leggi illiberali, di fronte a un avversario che non rispetta nemmeno i propri impegni, in fondo, in sintesi, di fronte a uno stato italiano che non rispetta le leggi della costituzione e mi riferisco qui alla questione giustizia in tutto il suo contorno, perché mai ci dovrebbe essere giustizia per i disabili se non c’e’ per i cittadini in quanto tali, se le leggi non sono rispettate?

Credo che oggi come oggi sull’invalidità in quanto tale non si possa vincere se prima di tutto non riusciamo a fare valere le regole del diritto perché quello che a me preoccupa non e’ se ho un’opinione diversa dall’avversario, ma che anche se mi dice che e’ d’accordo con me, non mantiene, questo e’ il vero problema.
Il che significa spostare la nostra attenzione sull’intero campo dell’emarginazione, perché c’e’ una politica che sceglie scientificamente le emarginazioni di milioni di persone, quante sono le famiglie che stanno al di sotto della soglia della povertà ? Chiaro? Allora c’e’ una politica che se e’ tutta tesa a cercare di risolvere le crisi economiche, massacrando le crisi dei valori, o noi riusciamo a unire le forze dell’emarginazione contro queste prevaricazioni e allora dovremmo solo resistere e come? La non violenza! Io sono molto contento perché da tanto mi batto su questo, perché la non violenza non e’ conosciuta non solo da noi ma anche dall’avversario perché credo che, storicamente occorre far diventare le iniziative iniziative di massa, questo e’ importante, di massa e sparse nel territorio.

Lunedì, 5 dicembre, 2011 - 13:24

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