La libertà di ricerca nel mondo: uno stadio preliminare

di Andrea Boggio

I ricercatori di ogni continente condividono l’obiettivo comune della crescita della conoscenza scientifica. Eppure ricercatori ed operatori sanitari operano in contesti normativi che spesso limitano, in misura diversa da Paese a Paese, la loro libertà di ricerca. In questo intervento presenterò i risultati preliminari di uno studio più ampio che mira a quantificare il livello di libertà di ricerca in giro per il mondo. Questo intervento delinea la metodologia dello studio e presenta dati qualitativi raccolti in 10 paesi a partire da quattro campi di attività di ricercatori ed operatori della sanità: 1) tecnologie di riproduzione assistita; 2) ricerca con le cellule staminali embrionali; 3) scelte di fine vita; 4) aborto e contraccezione. La metodologia di questo studio è basata su quella di uno studio ben noto come quello sulla libertà della stampa pubblicato ogni anno da Freedom House (a cura di Karin Deutsch Karlekar Eleanor Marchant Freedom of the press 2007: a global survey of media independence, New York: Freedom House; Lanham: Rowman & Littlefield, 2008). I risultati preliminari dimostrano che il Paese di residenza influenza il tipo di produzione scientifica realizzata: gli Stati possono dunque essere propriamente classificati a seconda del livello di libertà di cui godono ricercatori ed operatori sanitari. Estendere questo tipo di analisi ad un numero maggiore di Paesi si rivelerà certamente utile per valutare i fattori politici e culturali che sono alla radice delle limitazioni alla libertà di ricerca.

Lunedì, 2 marzo, 2009 - 14:42

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