La via di Obama alla sanità

Tina Santoro

Riforme in corso OBAMACARE

La via di Obama alla sanità

Dopo un secolo di tentativi, l’amministrazione democratica cambia gli equilibri del welfare state americano

Tina Santoro

Oggi, dopo quasi un secolo di tentativi; oggi, dopo più di un anno di dibattito; oggi, dopo il conteggio di tutti i voti, la riforma dell'assicurazione sanitaria diventa legge negli Stati Uniti», ha parlato così Barack Obama nel corso di una cerimonia con i politici democratici alla Casa Bianca. «Firmo questa riforma nel nome di mia madre – prosegue - che ha dovuto lottare con le compagnie assicurative persino mentre combatteva contro il cancro nei suoi ultimi giorni di vita». Il testo che era stato votato alla Camera dei Rappresentanti Domenica 21 marzo ed era stato firmato dal Presidente il martedì successivo, è stato ripresentato al Senato, in un secondo momento, per una nuova ridiscussione su un pacchetto di emendamenti chiesto dalla Camera al momento di avviare i negoziati prima dell'adozione del testo. Sulla legge che era passata alla Camera con 219 voti a favore e 212 contrari, sono state riscontrate irregolarità sollevate dai Repubblicani riguardanti “l'istruzione superiore”.

Il Senato e la Camera degli Stati Uniti adottano regolarmente versioni diverse di una stessa legge prima di negoziare un testo congiunto sul quale le due assemblee si pronunciano una nuova volta. Nel caso della riforma sulla Sanità, non c'era stato un testo congiunto, la Camera dei rappresentanti ha adottato il testo approvato dal Senato, a condizione di accompagnarlo da un pacchetto di emendamenti, che apportavano le modifiche auspicate dai rappresentanti. E' proprio su questo pacchetto di emendamenti, preso in esame dai Senatori, che i Repubblicani hanno cercato di introdurre modifiche per obbligare la Camera dei Rappresentanti a rivotare il testo. Nella legislazione non appaiono provvedimenti che permettono ai consumatori americani di acquistare farmaci importati dall'estero e al governo federale di negoziare il prezzo dei medicinali, due questioni spinose che secondo il settore potrebbero mettere a repentaglio i bilanci delle società. La legislazione, firmata dal presidente Barack Obama, concede alle case farmaceutiche 12 anni di esclusività per la vendita di medicine biologiche, prima che possibili sottomarche possano presentare sul mercato alternative piu' economiche.

La tutela del brand sui medicinali biologici è tra i punti di forza della riforma per il comparto. Le case farmaceutiche si sono spese per il raggiungimento dei 12 anni di esclusività dei medicinali sul mercato, contro i sette voluti inizialmente dalla Casa Bianca. A colpire l'industria farmaceutica, però, saranno le tasse sui proventi e i rimborsi nei confronti del governo. La riforma prevede un'imposizione fiscale totale di 80 mld usd che saranno divisi tra le case farmaceutiche. Le società riusciranno a coprire tali costi attraverso il nuovo bacino di clienti dato che la riforma fornirà l'assicurazione sanitaria a 32 mln di americani in più. Il voto sul filo del rasoio della Camera dei Rappresentanti sul testo del Senato, 219 a 212, è arrivato grazie al sostegno di un gruppo di democratici anti-abortisti che hanno strappato in extremis alla Casa Bianca un decreto sul bando all'uso di fondi pubblici nelle interruzioni volontarie di gravidanza.

L'aborto, con l'input dei vescovi cattolici contro la riforma, e le ingenti spese federali - 940 miliardi di dollari in in 10 anni - sgradite ai conservatori erano i nodi che avevano frenato per mesi il cammino di una riforma che non crea una sanità pubblica alla “europea”, ma che dovrebbe aiutare – secondo i promotori - le famiglie povere e della middle class a comprare una polizza dai costi accettabili. “Obamacare”, come l'hanno soprannominata i Repubblicani, permetterà ai giovani fino a ventisei anni di restare sotto la mutua dei genitori e agli anziani di pagare le medicine senza interruzioni; garantirà, inoltre, una polizza ai malati cronici e a chi ha problemi di salute preesistenti; impedirà, infine, alle mutue di “scaricare” chi si ammala.

VINCITORI E PERDENTI

LE INDUSTRIE FARMACEUTICHE
Le vere vincitrici della riforma, secondo il Wall Street Journal. Più persone avranno l'assicurazione per pagare i medicinali prescritti, inoltre potranno godere di una protezione di 12 anni contro la concorrenza dei farmaci generici per i medicinali biotech. A questo si aggiunge che la riforma approvata dalla Camera non vieta alle case farmaceutiche di pagare i produttori di farmaci generici per ritardare il lancio dei loro prodotti meno-costosi.

GLI OSPEDALI
La riforma dà agli ospedali più pazienti con un'assicurazione in grado di pagare.

LE ASSICURAZIONI
Sono quelle - secondo gli osservatori del Wall Street Journal - quelle che si troveranno ad affrontare le modifiche maggiori. Anche se la temuta opzione pubblica non è stata approvata, sull'industria pesano molte incertezze. Sottoposte a una maggiore supervisione, obbligate ad assicurare anche persone con problemi di salute preesistenti, e con nuovi limiti ai premi, le compagnie si trovano a dover rivedere le loro pratiche. I SUSSIDI 800 miliardi di dollari in sussidi alle famiglie per agevolare chi si assicura.

I MEDICI
Con l'estensione della copertura sanitaria, il lavoro dei medici probabilmente aumenterà, esacerbando le carenze di personale e alimentando dubbi nel rapporto tra assicurazione e accesso all’assistenza sanitaria.
 

Venerdì, 16 aprile, 2010 - 12:34

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