Giorgio Fidenato

L’agricoltore disobbediente, che cita Virgilio e coltiva OGM

di Annalisa Chirico

Giorgio, che cosa ti ha spinto a disobbedire alla legge?
La volontà di ribellarmi a una legge ingiusta. Viviamo in una dittatura della maggioranza, in un Paese collettivista. Con l’aiuto del Movimento Libertario, di cui sono anche fondatore, abbiamo deciso di fare un’azione di disobbedienza civile. Seminiamo e ci autodenunciamo per porre il problema dinanzi alla magistratura.
A che punto siete adesso?
Siamo in attesa della pronuncia del gip. Se sarà positiva, ne saremo lieti. Se sarà negativa, abbiamo quindici giorni di tempo per opporci a questa decisione. Siamo pronti ad adire la Corte di Giustizia europea per far valere la direttiva n. 18 del 2001.
Come hai accolto la decisione della Commissione europea di lasciare agli stati la libertà di autorizzare o meno le colture transgeniche?
E’ un passo indietro dell’Europa. Io da libertario faccio notare che lo Stato italiano sull’argomento OGM non accetta la sovranità europea a dimostrazione che questi contratti sociali sono carta straccia. In secondo luogo, così come lo Stato italiano si sottrae alla sovranità europea, io rivendico la mia libertà di decidere in modo difforme dallo Stato italiano sulla mia proprietà. Tanto più che mentre lo Stato italiano ha firmato un trattato con l’Europa, io non ho mai firmato alcun contratto con lo Stato italiano.
Anche i disobbedienti no global hanno rivendicato la legittimità della loro azione contro un campo illegale.
La mia azione è stata legittima. Legalità e legittimità sono due cose diverse e non sempre ciò che è legale è legittimo. Io ritengo di essere nella legalità europea. I no global dell’assalto a Vivaro parlano di disobbedienza civile andando ad attaccare la proprietà altrui. Non sanno di che parlano. La disobbedienza civile è un’azione che mette a repentaglio la propria vita, la propria libertà, la propria proprietà nei confronti dello Stato o di un aggressore esterno; non contempla mai l’aggressione né alla persona né alla proprietà altrui.
Pensi che la tua reazione possa innescare delle emulazioni per una rivolta collettiva?
Non penso accadrà. La gente purtroppo non ha coraggio, ma devo sottolineare che molti cittadini mi hanno sostenuto.
Ti senti fiducioso rispetto all’esito della vicenda?
Io mi sento sereno con la mia coscienza. Non ho fatto nulla di moralmente deprecabile. Fiducioso è una parola grossa perché è difficile fidarsi di questa magistratura politicizzata, che non risponde a nessuno. Penso che la magistratura sarebbe meglio privatizzarla e obbligarla a reggersi sui proventi della sua attività.
Ormai sei diventato l’archetipo dell’agricoltore libertario.

Io sono, innanzitutto, un agricoltore. Nella mia vita ho sempre seguito la massima di Virgilio “Non cedere al male, ma opponiti ad esso con sempre maggior vigore”. E’ la frase che Ludwig von Mises, tra i massimi esponenti della Scuola austriaca d’economia, ha seguito nei suoi 92 anni di vita. Fiducioso nella forza della ragione e nella nonviolenza, egli ha sempre predicato la libertà della persona e della sua iniziativa. E’ quello che io sto cercando di fare. Il campo di Fanna è ancora integro. Chi vuole, anche quelli contrari, sono invitati a visitarlo, a patto che si comportino in maniera civile.

 

Venerdì, 15 ottobre, 2010 - 14:47

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