Io nobel della Norvegia a Roma per Luca

di Ivar Giaever

 Nel febbraio del 2001 venni a conoscenza di Luca Coscioni e della sua situazione di malato di sclerosi laterale amiotrofica. Mi scrisse un’e-mail dove mi informava che in Italia la ricerca di base per trovare una cura non era permessa nella misura in cui coinvolgeva embrioni umani. Poiché l’Italia è dominata dalla religione cattolica pensai che non era giusto che io intraprendessi alcuna azione. In seguito ricevetti un invito da Marco Cappato, credo, che mi portava a conoscenza del fatto che c’erano forze in seno alle Nazioni Unite che cercavano di impedire la libertà di ricerca. Mi invitava a partecipare ad una conferenza a Roma su questo tema e io accettai poiché pensai che forse potevo fare anch’io qualcosa per la causa. All’incontro - che si tenne in italiano ma con traduzioni - ricordo che ero un po’confuso perché non ero sicuro di quale fosse esattamente il mio ruolo. Luca Coscioni partecipò all’incontro e parlò tramite un sintetizzatore vocale il che mi impressionò molto. Anch’io feci una piccola presentazione sottolineando che la scienza, ad esempio la ricerca sulle staminali, giocava un ruolo nella competizione Bush – Kerry quell’anno. E conclusi dicendo che le Nazioni Unite dovevano sostenere la ricerca con le staminali perché: la ricerca di base scopre i fatti; la conoscenza è sempre cosa buona; grazie alla ricerca passata siamo vivi oggi; incoraggiando la ricerca con le staminali, si dà una speranza alle persone malate; milioni di persone potranno essere curate in futuro. Dopo l’incontro parlai con molti genitori di bambini portatori di handicap che erano alla disperata ricerca di un barlume di speranza. Non ci sono restrizioni rispetto al tipo di ricerca che si può fare negli Stati Uniti, ma c’è bisogno di denaro per fare questa ricerca, perlopiù denaro federale. Durante l’era Bush i fondi per la ricerca sulle staminali furono ridotti, mentre c’è stata un’apertura da parte dell’amministrazione Obama ai finanziamenti federali per una ricerca sulle staminali senza (quelle) restrizioni. (traduzione dall’inglese Carmen Sorrentino) Ivar Giaever (Paterson, 5 aprile 1929) fisico norvegese, premio Nobel per la fisica nel 1973,assieme a Leo Esaki e Brian Josephson,per le scoperte riguardo i fenomeni di tunneling nei semiconduttori e superconduttori. 

Venerdì, 26 Febbraio, 2010 - 14:02

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