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Io e la fata dei bidet erotici

di Severino Mingroni

È da molto tempo che sono assai depresso ma, la notizia che la Procura di Lanciano ha indagato e processerà Rita Bernardini per avere dichiarato sul sito della Associazione Luca Coscioni che unicamente la ottusità dei medici della mia ASL di Lanciano-Vasto (da questo anno Lanciano-Vasto-Chieti) non mi ha fatto votare a casa nel giugno del 2009, mi ha per il momento tirato su: sarò un sadico ma, Rita e i Radicali in genere, sono degli ottimi antidepressivi, sia pure temporanei. Non solo, ma anche Maria Antonietta Farina Coscioni è indagata dalla stessa Procura, rea di essere responsabile del sito che, nel maggio del 2009, ospitò quella dichiarazione di Rita: e si, due piccioncine con una fava! Quindi, a proposito di fava, oggi voglio parlarvi di un argomento assai pruriginoso, con grande disappunto dei miei amici Radicali che aborrono culi e tette che lasciano alla nostra televisione “molto culturale” dove straripano ma, come disse pure il candidato radicale Tinto Brass: “Meglio un culo che una faccia da culo”! Infatti, tra i nostri politici, le facce da culo abbondano. Di conseguenza, vi parlerò dei miei bidet erotici -”Eros è liberazione”- in 20 mesi di ospedali vari. È proprio vero che il buon giorno si vede dal mattino poichè, dopo circa un mese che venni fuori dal pre-coma, quando le nebbie scomparvero del tutto e tornai perfettamente lucido, la mia giornata iniziava benissimo se erano delle infermiere a lavarmi, soprattutto intimamente, e non mi importava affatto che portassero i guanti; purtroppo, delle volte erano degli infermieri, ed uno fu particolarmente stronzo -a dir poco- nel mettermi l’urocondom giornaliero. Perchè? È presto detto: una volta pronto io per copulare ricreativamente - diciamo così, anche se esso mi serve solo per pisciare-, l’infermiere stronzo pensò bene di valutarne la tenuta prendendo l’urocondom per il serbatoio bucato e tirandolo verso sè; ma poi, ridendo, lasciò di scatto la presa cosicchè, il quasi preservativo, mi colpì con violenza sulla punta del pene, facendomi un male boia; l’altro infermiere che lo assisteva, rimase di stucco, ma io giurai di farla pagare a quel figlio di puttana del suo collega; infatti, tempo dopo, quando comunicavo bene, lo dissi ai medici. Per fortuna, non di rado, era una coppia tutta femminile a lavarmi e, alle donne, permettevo ogni cosa, senza fare la spia: chissà perchè? Pensate, una, una volta, mi prese la mano destra, la pose sul pene e mi disse le seguenti parole testuali: “E adesso fatti una sega!”. Ed io le risposi così in testa: “Ti sarei grato in eterno se me la facessi tu!!!”. Tuttavia, speravo sempre che a lavarmi venisse quella che definivo la fata dei bidet erotici. Si, poichè era tanto brava nel farli che avevo delle piacevolissime erezioni che mi inorgoglivano molto. Grazie alla fata, tali erezioni erano così notevoli che, una volta, una sua collega le disse: “Attenta, che lo fai venire!”. Ed io, ancora in testa, la tranquillizzai: “Magari, ma non soffro di eiaculazione precoce, bensì ritardata, per la gioia di voi donne, se potessi fare ancora sesso!”. Vi è piaciuto il mio solito racconto di vita vissuta? Scommetto di si e, allora, pensate ai tanti lockedin del mondo che non comunicano in nessun modo. E che quindi non possono nemmeno denunciare i figli di puttana che li angariassero in qualsiasi modo.

Giovedì, 2 settembre, 2010 - 17:00

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