Cellula di Francavilla Fontana

Il vissuto fa la cellula

di Sergio Tatarano

Dalla provincia di Brindisi, storie di persone che toccano il cuore della politica.

“Non escludo che in momenti di dispersione, io scelga la sospensione dell'alimentazione”. “Perché i politici si sono affrettati a emanare un decreto legge che sospendeva la sentenza che ha permesso ad Eluana di porre fine al suo calvario, mentre non fanno niente per i malati di SLA che hanno la sfortuna di vivere in regioni più povere?”. Queste parole sono di Delia D’Ettorre, 54 anni, affetta da SLA da 16 anni. Suo marito, Francesco Mellone, ha portato al II Congresso della Cellula di Francavilla Fontana la sua esperienza di vita, ha raccontato l’abbandono che uno Stato come il nostro riserva a persone come Delia. Assieme all’onnipresente Mina Welby, ci siamo recati a Taranto per conoscere e salutare Delia poche ore prima del congresso, assumendo l’impegno di seguire la sua vicenda, come già fatto per altri casi simili al suo. Così si è aperto il 27 marzo scorso l’atteso congresso della Cellula di Francavilla, prima del sud Italia e tra le più attive del nostro Paese. Un congresso caratterizzato da racconti personali, da interventi filosofici e giuridici, da fatti politici concreti e rilevanti. Toccante il racconto di Amalia Ayroldi, moglie di Mario Di Ceglie (scomparso due mesi fa dopo quattro anni di lotta contro la SLA), eletta presidente onorario della cellula: “Quando tu mi hai informato del congresso e mi hai chiesto di parlare della mia esperienza accanto a mio marito, io ti ho espresso alcune mie perplessità. Mi sono poi interrogata e mi sono detta che è dal confronto che possono nascere nuove idee e nuove prospettive e che non è giusto rinchiudersi come un riccio covando in silenzio il proprio dolore, poiché questo atteggiamento non è utile a nessuno. Per tutto ciò io ringrazio infinitamente l'Associazione Luca Coscioni ed i suoi componenti, e te in modo particolare per l'onore che mi avete voluto fare con la nomina a presidente onorario”. Accanto al racconto di Amalia, anche il racconto commovente del medico (dott. Cozzolino) e dell’infermiera (sig.ra Brescia) che hanno seguito la vicenda di Mario Di Ceglie. Queste testimonianze hanno poi dato il via agli interventi del pastore valdese Pfankuche Winfrid, del biologo dott. Cosimo Candita sull’importanza delle cellule staminali, a quello della dott.ssa Serena Corrao (dirigente regionale della Consulta di Bioetica), alle relazioni di avvocati come Carlo Tatarano, Giuseppe Napoli e Fabio Zecchino (iscritti alla cellula), Domenico Attanasi (Presidente AIGA Brindisi), tutti estremamente critici sul disegno di legge sul testamento biologico approvato al Senato; è pure intervenuto Giacomo Grippa (il responsabile dell’UAAR di Lecce), l’avv. Giulio Marchetti (dirigente nazionale AIFO), Francesco Palermo (consigliere comunale al Comune di Torchiarolo e iscritto all’associazione), Maria Rosaria Passaro (AISLA). Accanto a loro, ovviamente, Roberto Mancuso e Salvatore Antonaci, rispettivamente segretario e membro del direttivo dell’associazione radicale Diritto e Libertà. Graditissima è stata poi l’iscrizione del neo segretario cittadino del PD, avv. Marcello Cafueri. La mozione approvata, rilancia gli impegni che la cellula ha assunto a livello locale e regionale. Sono stati eletti, Amalia Ayroldi come presidente onorario, Giuseppe Rodia alla tesoreria (subentrata a Mariangela Gallù) e confermato Sergio Tatarano alla presidenza. Si è già raggiunta quota 16 iscritti alla cellula (di cui 7 all’associazione nazionale).

Martedì, 9 giugno, 2009 - 17:55

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