Il punto di Mirella Parachini

di m.parachini

MENO DOLORE CON RU486

Gli aborti del secondo trimestre rappresentano il 10-15% di tutte le IVG (interruzioni volontarie della gravidanza)  nel mondo, ma sono responsabili dei due terzi di tutte le maggiori complicazioni legate all’aborto. Le procedure utilizzate possono essere chirurgiche o farmacologiche. Tra le prime, la D&S (Dilatazione & Svuotamento) consiste nella dilatazione del canale cervicale attraverso l'uso di dilatatori osmotici o meccanici seguita  dalla rimozione del feto per via meccanica. Vengono poi aspirati il liquido amniotico ,la placenta e i suoi annessi. Sebbene le evidenze scientifiche dimostrino la superiorità di tale metodo, esso non viene proposto universalmente. In effetti  questa procedura  è preferita dalla maggior parte delle donne; l’utero nel secondo trimestre  è  meno sensibile all’azione dei farmaci, con una maggior efficacia e sicurezza della D&S rispetto all’induzione medica.  In molte parti del mondo, Italia compresa, è disponibile unicamente l’induzione farmacologica di un parto abortivo. Le cause di questo atteggiamento sono molteplici : mancanza di conoscenza, carenza di training e di strumentazione e/o assenza di motivazione da parte dell’operatore.

Attualmente lo schema farmacologico più sicuro ed efficace nel secondo trimestre (13-24 settimane di gestazione) è il regime combinato mifepristone (RU486) seguito da analoghi di prostaglandine, come raccomandato  dalla OMS e dal RCOG (Royal College of Obstetricians and Gynaecologists). L’uso del solo gemeprost per via vaginale (il metodo usato attualmente in molti ospedali italiani), senza premedicalizzazione con il mifepristone, ha un tasso di successo del 88-95%, ma una durata dell’induzione dell’aborto molto maggiore rispetto al regime combinato. Il pre-trattamento con il mifepristone aumenta il tasso di efficacia nelle 24 ore dal 72% al 95%. Il tempo tra l’inizio dell’induzione e l’aborto si riduce da 15.7 ore a 6.6 ore, così come si riduce la dose necessaria di prostaglandine (=meno dolore). Nel mese di luglio 2009 l’AIFA ha autorizzato l’immissione in commercio del mifepristone, anche con l’indicazione dell’aborto terapeutico del secondo trimestre. In teoria quindi abbiamo fatto un passo avanti (ci sono voluti solo 22 anni). Ma nella pratica, quanto tempo dobbiamo ancora aspettare per far sentire meno dolore alle nostre pazienti?

 

SENZA RESTRIZIONI D'USO

Lo scorso 8 marzo gli studenti dell’associazione Luca Coscioni hanno consegnato al ministro della Sanità Ferruccio Fazio una  petizione per l’abolizione dell’obbligo di ricetta medica per la cosiddetta “pillola del giorno dopo”  (meglio chiamarla contraccezione d’emergenza), firmata da tremila persone. Il ministro Ferruccio Fazioha replicato:

«Escludo nel modo più assoluto la possibilità di abolire la ricetta della pillola del giorno dopo.  Io lo escludo in modo categorico sia come ministro che come medico. Voi sapete - ha spiegato il ministro - che ci sono ampie dimostrazioni scientifiche che la pillola del giorno dopo può dare delle gravissime complicanze ».

Non sarà che il medico Fazio, per le sue competenze,non è competente ? Il suo curriculum è visualizzabile online (http://www.disc.medicina.unimib.it/CVFAZIO.htm ).  Perchè da un punto di vista medico la questione è chiara. Si tratta di un farmaco, disponibile in dose unica, che non ha controindicazioni mediche e che viene prescritto semplicemente sulla base delle dichiarazioni della donna che ha avuto l’incidente contraccettivo. La contraccezione d’emergenza è inserita dall’OMS nella “classe 1 – senza restrizioni d’uso” e soddisfa tutti i criteri per un prodotto da bancoInsomma, la sua pericolosità è inferiore a quella di qualunque antinfiammatorio o antidolorifico da banco e la conferma viene dal fatto che sia diventata un prodotto da banco – over the counter – in moltissimi paesi europei ed  extraeuropei.

Da tempo le agenzie dell’OMS promuovono la disponibilità della contraccezione d’emergenza mediante una maggiore facilità di accesso e la vendita senza ricetta e la Federazione Internazionale di Ginecologia ed Ostetricia (FIGO) ritiene che la contraccezione d’emergenza debba essere facilmente a disposizione per tutte le donne in ogni momento e, in particolare, per le adolescenti.

Anche il Consiglio d’Europa, con una risoluzione del 15 marzo 2000 (Resolution on the classification of medicines which are obtainable only on medical presciption, Ed. 2005), ha inserito i preparati di levonorgestrel per la CE tra i farmaci vendibili “over the counter”, per cui si potrebbe ipotizzare una sorta di inadempienza da parte dell’Italia.

Lunedì, 13 dicembre, 2010 - 13:53

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