Il ricercatore CURIAMO LA DISTROFIA MUSCOLARE TRATTANDO CLINICAMENTE TOPI E CANI

Il loro “sacrificio” accade nelle nostre case

di Giulio Cossu

 L’opinione che ognuno si fa sulla sperimentazione animale è molto influenzata dalla sua condizione di malato o di persona sana

Per un’associazione come la nostra alcuni temi sensibili come la sperimentazione animale rappresentano argomenti complessi

Non è un caso che le foto che documentano scimmie con elettrodi impiantati nel cervello siano sempre ingiallite dal tempo

Per un’associazione come la nostra, alcuni temi sensibili come gli OGM ( Organismi geneticamente modificati) o la sperimentazione animale rappresentano argomenti complessi sui quali gli appartenenti possono trovarsi e spesso si trovano su posizioni opposte.
Nel caso specifico della sperimentazione animale, la situazione è particolarmente difficile: da un lato l’idea di imporre una procedura sperimentale (anche se non dolorosa) che spesso termina con il sacrificio a un animale che non si è offerto volontario turba molti, dall’altro la nostra associazione ha tra i suoi fini principali la promozione della ricerca scientifica per cercare delle cure a malattie finora incurabili. Perché oggi la ricerca non possa prescindere dall’uso degli animali e perché impedirne l’uso significhi bloccare la ricerca biomedica è spiegato molto bene negli articoli di Silvio Garattini e Giuseppe Remuzzi. Evito pertanto di ripetere gli stessi argomenti.
Invece racconterò in breve la mia esperienza personale e alla fine cercherò di indurre qualche spunto di riflessione in chi è contrario alla sperimentazione.
Da molti anni il mio gruppo di ricerca studia la distrofia muscolare di Duchenne, una grave e purtroppo non rara malattia genetica che colpisce i muscoli dei pazienti portandoli progressivamente alla perdita totale della motilità. Non esiste una cura e il mio gruppo sperimenta una nuova strategia di terapia cellulare basata sul trapianto intra-arterioso di cellule staminali adulte. Abbiamo verificato l’efficacia e la sicurezza del trattamento prima su topi e poi su cani affetti da distrofia muscolare, malattia che colpisce tutti i mammiferi e non solo l’uomo. I risultati positivi ci hanno permesso di iniziare una sperimentazione clinica riducendo al minimo i rischi per i pazienti. La pubblicazione del lavoro sui cani mi valse molte e-mail con opposto contenuto, molte, da parte di pazienti e loro familiari, esprimevano apprezzamento e gratitudine, alcune contenenti insulti e minacce. Anche il Mattino di Napoli, in un articolo apparso a dicembre del 2006, titolava “Telethon: cani da vivisezionare”, assumendo che una iniezione equivalga ad una vivisezione.
Cosa possiamo dedurre da questa vicenda? Innanzitutto che l’opinione che ognuno si fa sulla sperimentazione animale è molto influenzata dalla sua condizione di malato o di persona sana. Poi è difficile per i non addetti ai lavori documentarsi direttamente su come avviene la sperimentazione animale oggi. Non è un caso che le foto che documentano scimmie con elettrodi impiantati nel cervello siano sempre ingiallite dal tempo, anche se oggi con Photoshop… Poi un discorso più generale: da sempre l’uomo utilizza gli altri animali per nutrirsi, vestirsi, curarsi, trasportare persone e cose. E’ giusto? Non so rispondere però chi è contro la sperimentazione animale, per coerenza non dovrebbe mangiare alimenti di origine animale (ma allora i vegetali hanno solo la colpa di essere più diversi da noi) e soprattutto non dovrebbe mai assumere farmaci perché dietro ognuno di quelli che compriamo in farmacia c’è il sacrificio di molti animali. Infine, come Associazione Coscioni, possiamo schierarci a favore della ricerca di una cura per malattie incurabili e poi anche contro la sperimentazione animale che questa ricerca rende possibile?

Martedì, 26 luglio, 2011 - 11:47

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it