L’avvocato SCIENZA, OPINIONE PUBBLICA E DEMOCRAZIA

 

Il legislatore che non vuol sentire la maggioranza

di Andrea Boggio

Il governo ostacola le scelte etiche dei cittadini

 

Andrea Boggio è Assistant Professor of Legal Studies, Bryant University

Dopo aver dimostrato che un’ampia maggioranza di americani è favorevole all’uso di cellule staminali embrionali (derivate da embrioni soprannumerari ottenuti per trasferimento nucleare) al fine di curare malattie gravi, gli autori dello studio pubblicato su Nature concludono che il divieto di ottenere embrioni per trasferimento nucleare dovrebbe essere rimosso. “In una società democratica,” scrivono Evans e Kelley, “una proibizione che si basa sulle obiezioni di una piccola minoranza (essenzialmente religiosa) e che limita una attività di ricerca con un sostanziale potenziale terapeutico non è etica”. Queste sono parole da me condivise e che sollevano un tema molto importante: che ruolo ha l’opinione pubblica nel giustificare certe politiche di ricerca medica e cura?
In questo breve scritto vorrei analizzare brevemente questa domanda nel contesto italiano. Per semplificare questo tema, vorrei partire dall’idea che, in almeno due casi, il legislatore (anche italiano) debba seguire il sentimento della maggioranza dei cittadini: in caso di condotte che sono essenzialmente private (esempi sono le scelte di fine di vita e le scelte riproduttive) e di condotte che hanno un potenziale terapeutico elevato (lo sviluppo delle potenzialità della medicina rigenerativa). Il legislatore italiano ha imboccato un vicolo cieco su entrambi i fronti. La legge 40 e le restrittive proposte di riforma in tema di testamento biologico vanno infatti contro il desiderio della maggioranza di italiani di essere liberi di scegliere come gestire i problemi, molto personali ed intimi, connessi all’infertilità ed alle decisioni di fine vita. La prova di quali siano desideri ed aspirazioni (frustrati dal legislatore) della maggioranza degli italiani non consiste in dati raccolti in forma di survey come quella pubblicata su Nature. È una prova ancora più forte perché è fondata sulla fatto che gli italiani che vedono la loro libertà di azione compressa dalla legge, cercano la soluzione espatriando, visitando paesi più liberali e permissivi del nostro per ottenere quelle cure e quelle protezioni legali che sono proibite nel nostro paese. Uno studio pubblicato su Human Reproduction nel 2010 rivela infatti che, nell’ambito europeo, circa un terzo delle coppie europee che cercano un trattamento di riproduzione assistita all’estero sono italiane. Di più: l’80% di queste coppie confessa che i motivi sono le restrizioni imposte loro dal nostro legislatore. Questo primato europeo certamente dimostra che le coppie infertili italiane ritengono che le limitazioni imposte dal nostro Parlamento siano un ostacolo che debba essere aggirato quando possibile. Questo vale anche in tema di scelte di fine vita. Ne sono testimonianza quella trentina di italiani che nel 2010 si sono recati in Svizzera per accedere alla “dolce morte” che al di là delle Alpi è liberalizzata.
Il fatto che il volere degli italiani sia così evidenziato così limidamente dalle loro azioni è un segno forte. Perché sono vietate in Italia, nonostante l’evidenza che gli italiani che possono aggirano il divieto diventando “turisti per caso”? Le scelte di fine di vita e le scelte riproduttive coinvolgono scelte difficili ed intime, compiute da adulti capaci di intendere e volere, che non danneggiano soggetti terzi, ed il legislatore che comprime questa libertà di scelta è legislatore capriccioso ed irragionevole. In Italia, il popolo è sovrano ma ha poche opportunità di far sentire la propria voce a fronte di una classe politica capricciosa ed ostile. Parte della classe politica tradisce questi temi per comode alternative politiche, i media sono spesso sordi o distratti da altre vicende e i referendum per lungo tempo sono stati traditi dalla mancanza di quorum (su cui ci sarebbe molto da dire dal punto di vista costituzionale). Le corti sono state più sensibili, spesso dal momento che il giudice deve decidere una causa in corso e che non è facile disfarsene à la Ponzio Pilato. Soprattutto in tema di fecondazione assistita, la via giudiziale ha stravolto le norme della legge 40 ad un punto che invoca un intervento liberale del legislatore per sancire la disfatta della filosofia che ha ispirato il testo del 2004.
Voglio precisare che la maggioranza non ha sempre ragione. John Stuart Mill ci parlava già nel Settecento della tirannia della maggioranza. Il Novecento ha poi toccato con mano i danni causati dalla “maggioranza”, spesso silenziosa, che ha lubrificato il folle progetto di Hitler di realizzare una soluzione finale della questione ebraica. Qui non stiamo parlando di questo: stiamo invece esaminando condotte che riflettono la libertà di pensare e di vivere una vita intima e personale che rifletta i valori ed i sentimenti che ciascuno di noi ritiene importanti. Queste libertà, che J.S. Mill considerava essenziali e fondanti di uno stato etico, devono essere protette e non proibite alla legge. Solo così possiamo chiamare la società in cui viviamo “liberale” ed “etica”.
Le politiche attinenti a scienza e medicina devono essere l’espressione della volontà del popolo, che in una democrazia è il sovrano, e proteggere la nostra libertà di pensare e vivere. È ora che la politica si spogli dell’arroganza ideologica dietro cui si è nascosta da qualche tempo e che torni a fare il suo dovere ovvero di servizio al benessere dei cittadini. Mi auguro che, spinto da un certo risveglio popolare catalizzato dai referendum del 2011, il Parlamento torni a discutere di questi temi con un rinnovato interesse ed il desiderio di “fare la cosa giusta”.

 

Mercoledì, 27 luglio, 2011 - 16:27

1 commento

LA PIU' GRANDE BUFFONATA DELLA STORIA DELL'UMANITA'.

Il rischio più grave in prospettiva a mio avviso saranno le conquiste scientifiche, civili, democratiche ecc. che magari presto potremo "assaporare" come nuovi diritti anche in Italia, in Europa, così come nuovi diritti si stanno affermando in altri Paesi (vedi Tunisia, Libia, Egitto) senza la verità di tutto ciò che le ha ritardate, le ha sottratte alla reale volontà dei tempi dei cittadini, le ha collocate in percorsi nei quali appunto l'ascolto del popolo è stato sostituito da quello degli affari: la grande questione democratica, il grande punto interrogativo, la grande bugia, per non dire LA PIU' GRANDE BUFFONATA DELLA STORIA DELL'UMANITA', alla quale soprattutto l'occidente dovrà dare risposte, perchè avrebbe già da anni dovuto darle.

La verità?

Una maggioranza di cittadini costituenti il popolo dei Paesi "democratici e liberi", maggioranza silenziosa ma a tutti gli effetti cosciente della sua volontà (fino a che punto accettata, fino a che punto voluta, e fino a che punto subita), ha caratterizzato e caratterizza il nazismo attuale del comunismo globale: oggi anche i diritti che sembravano oramai acquisiti come piena coscienza collettiva, fuori dalla disponibilità della verità di questa "COSCIENZA NASCOSTA", diverranno pezzi di ricambio, merce come tutto in parte già lo è, senza che LA PIU' GRANDE BUFFONATA DELLA STORIA DELL'UMANITA' riesca, a cominciare dall'occidente, ad essere, a farsi normalità di confronto e di dibattito.

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