IL CONFRONTO/Pro: "Lasciare tutto come è oggi non era più possibile"

Fabio Pammolli

IL CONFRONTO

Pro
Lasciare tutto come è oggi non era più possibile

Fabio Pammolli - Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Firenze e direttore della Scuola di Dottorato IMT

Tra consensi e contrasti, un indiscusso passaggio storico
Quello della Riforma di Barack Obama non può che essere considerato un passaggio storico per gli Stai Uniti, che caratterizza la politica del Paese soprattutto a livello economico. La nuova legislazione non ha goduto, però, di un consenso del 100%. Il rafforzamento dei mercati assicurativi, previsto dalla nuova legge - con coperture obbligatorie e calmierazione dei premi sussidiati - dovrebbe, di fatto, portare alla concessione di polizze a determinate famiglie, anche al di sotto di determinate soglie sociali.

La differenza con l’Europa
A differenza della Sanità all' "europea", il sistema americano si fonda sul principio che non è lo Stato che deve garantire il servizio, ma è l'individuo che deve essere in grado, unitamente al datore di lavoro, di poter pensare alla propria copertura sanitaria. Le modifiche apportate introducono una mano pubblica che, nel tentativo di risolvere «il problema della miopia verso le classi medie» da parte del sistema assicurativo, indirettamente «va a porre un limite all'indigenza derivante dalla spesa sanitaria, nel momento in cui subentrano situazioni personali drammatiche».

Alcune riserve in entrambi gli schieramenti
Per via del suo impatto riformatore, la "Obamacare" è stata considerata anche da parte di alcuni esponenti Democratici come un cambiamento paradigmatico del rapporto Stato - assistenza sanitaria – cittadino; per questa ragione, da alcuni è stata vissuta come una lacerazione politica nel Paese, anche perché questo nuovo impianto può determinare effetti avversi, di comportamento opportunistico da parte del sistema assicurativo. All'interno di questo nuovo schema di polizze obbligatorie universali potrebbero, inoltre, sorgere problemi e contenziosi nel passaggio dall'applicazione del concetto generale a quello fattuale e specifico.

Aternative di Riforma
Non certo una statalizzazione, a tutti gli effetti, del sistema medicare, proprio per l'impostazione del paradigma statunitense di assistenza sanitaria. Lasciare, così com’era, la situazione non era possibile, perché la tensione sul welfare conseguente alla crisi era un costo troppo alto da far pagare alla popolazione americana. Il modello adottato si rifà a quello impostato nel Massacchussetes dal Governatore Repubblicano, Mitt Romney; questo dato avrebbe dovuto stemperare le fratture ideologiche, ma così non è stato, se non altro per propaganda politica. Una considerazione di cui tenere conto riguarda il finanziamento a ripartizione per sovvenzionare la Sanità. Il sistema pensionistico americano funziona secondo uno schema a ripartizione per il quale i contributi sono a carico per metà del lavoratore, e per l'altra metà, a carico del datore di lavoro. Mentre negli Stati Uniti, si stipulano polizze assicurative, in Italia e in Europa si effettuano tassazioni dirette sul lavoro. A livello pensionistico, sia gli Usa sia l'Unione Europea dovrebbero pensare ad una tipologia di finanziamento a capitalizzazione che permetterebbe agli individui di usufruire di un patrimonio per il welfare nel corso della loro vita e non di dover contribuire in vita - come avviene in quello a ripartizione - per una pubblico in "passivo". Un ultimo elemento rilevante è quello della volatilità del sistema finanziario statunitense aggravato dall'incidenza della spesa pubblica sul Pil . Nei prossimi anni, sarà necessario riflettere a livello globale su eventuali politiche da adottare.

Intervento a Radio Radicale non rivisto dall’autore

 

Venerdì, 16 aprile, 2010 - 12:39

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