I tre moschettieri dello stato bioetico

La Nuova Agenda Bioetica è arrivata! Sacconi, Fazio, Roccella hanno presentato il nuovo “quadro di riferimento antropologico”.

Il contenuto non è una grande novità. La tempistica è funzionale a tenersi buono il Vaticano in un momento di difficoltà politica del Governo. Il fatto poi che Berlusconi si sia guardato bene da includerlo nelle priorità sulle quali chiedere la fiducia è segno di consapevolezza dell’impopolarità della linea. Tutto vero, ma non c’è comunque da stare tranquilli. L’attacco ai registri comunali dei testamenti biologici è diretto, da parte di un Governo che definisce “disabile” una persona nelle condizioni di Eluana Englaro, salvo poi sabotare l’assistenza ai disabili veri facendo saltare i Livelli Essenziali di Assistenza. La non-novità più grave riguarda la cosiddetta opposizione: non pervenuta nel dibattito, salvo timide aperture... a Sacconi.
 

Sacconi, dal Socialismo al Vitalismo
Il Vitalismo è il nuovo Sol dell’avvenire. Anzi, dell’Avvenire. Un’”antropologia positiva”, laica. Perché laicissimo è il leader, Maurizio Sacconi, socialista, tanto da aver fatto sperare persino noi di “Agenda” che avrebbe cercato di sintonizzare il Governo con l’opinione pubblica sui temi delle libertà. Invece, con l’ardore del neofita, ha superato il Vaticano nel far della Vita un’ideologia: non più soltanto un obbligo, ma un fattore di produzione per la competizione globale. L’Italia ha già vissuto un ventennio di Regime per la Vita, dalle politiche per la natalità al salutismo del sabato fascista. Del resto, non era nato come socialista anche Lui?

 

ALCUNE CHICCHE

No alla RU 486. Viva la legge 40
Vogliamo scongiurare l’eventualità che l’introduzione di nuove tecniche (ad esempio il metodo farmacologico) porti a una concezione dell’aborto non come problema sociale ma come diritto privato, approdando all’aborto a domicilio. Vogliamo difendere la legge italiana sulla Pma, approvata dal Parlamento, confermata da un referendum, e sostanzialmente riconfermata dall’intervento della Corte costituzionale che ne ha lasciato invariato l’impianto.

Viva il caso Englaro. No ai testamenti biologici comunali
Il caso Englaro, pur nella tragica conclusione, meglio di ogni altro ha indicato le priorità del Governo riguardo al valore indiscusso della vita. Si conferma il principio di precauzione e un no fermo a ogni forma di eutanasia. I registri per i testamenti biologici che qualche comune ha approntato hanno scopi politici ma non possono offrire un reale servizio al cittadino, con le necessarie tutele e garanzie.

Viva il controllo etico sulla ricerca
Riaffermiamo con forza che l’embrione non è un oggetto su cui si possano compiere esperimenti o che si possa commercializzare. La legge 40 ha facilitato una “via italiana” alle staminali, che sta producendo buoni risultati. La ricerca, come ogni attività umana, è sottoposta al giudizio etico, e non può chiudersi nel cerchio dell’autoreferenzialità, né godere di “immunità etica”. Siamo al lavoro per mettere a punto un codice etico per la sperimentazione sugli esseri umani; sarà ripensata l’organizzazione dei comitati etici (...), per assicurare un controllo etico efficace e insieme liberare la sperimentazione dagli eccessi burocratici che oggi la ostacolano, danneggiando la ricerca italiana.

 

Mercoledì, 1 settembre, 2010 - 14:02

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