I malati immaginati

Valter Vecellio

Influenza suina la pandemia che non c’era

I malati immaginati

Dopo mesi di allarmismo le regioni hanno restituito milioni di dosi

Non ne parla nessuno, ma in queste settimane è accaduto un fatto che merita qualche attenzione: le regioni hanno restituito al ministero della Salute milioni di dosi di vaccino H1N1 non utilizzate. Dopo mesi di allarmismo, è stato il ministro della Salute Ferruccio Fazio a riconoscere che “l’influenza è stata molto meno severa del previsto”; e ha poi espresso soddisfazione perché la questione “è stata gestita senza problemi per i cittadini”. Tutto bene, dunque? Calma. Intanto val la pena di ascoltare il professor Paolo Cormaglia Ferrarsi, titolare della rubrica “Camici & Pigiami” su “Repubblica Salute”: “Nell’estate 2009 avevamo detto che alcuni esperti di vaccini hanno conflitti d’interesse e che la paura mediatica dell’influenza faceva parte di una strategia commerciale. Il rapporto di Daniel Levinson, ispettore del Ministero della Salute USA, parla di colleghi prezzolati. In Italia la notizia non è arrivata, o almeno non lo dà ad intendere il ministro Fazio, che non invia ispettori con la stessa velocità del collega Alfano..Resta il mistero di una spesa enorme per vaccini inutilizzati…”.

Per quel che riguarda l’Italia: la multinazionale farmaceutica Novartis, nell’agosto 2009 ha stipulato un incredibile contratto con il ministero della Sanità: un contratto così stravagante che la Corte dei Conti ha avviato una procedura di controllo. I punti che lasciano maggiormente perplessi sono quelli relativi alla segretezza del contratto: “L’articolo 10.2 considera informazioni “riservate” anche l’esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute. Il contratto poi prevede che gli eventuali effetti collaterali del vaccino sui pazienti siano a carico del ministero e non dell’azienda farmaceutica. I rimborsi al ministero per danni causati a terzi sono limitati a difetti di fabbricazione, mentre in tutti gli altri casi Novartis se ne lava le mani. “Clausole squilibrate, e soprattutto perché un importo così elevato?, ha chiesto in una delle sei interrogazioni presentate sulla questione, Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e segretario della Commissione Affari Sociali.

Il ministero non ha mai risposto. Per andare sul sicuro, comunque, della vicenda è stata investita la Protezione civile di Guido Bertolaso; che in nome dell’emergenza ha potuto procedere in deroga a tutte le normali normative. I fatti. Si può davvero parlare di Panemia influenzale? I numeri dicono di no. Da ottobre i casi di persone contagiate dal virus H1N1 sono stati 4,1 milioni (il picco si è registrato nel mese di novembre). I morti 210, lo 0,005 per cento. Numeri di gran lunga inferiori a quelli del 2008 per la “normale” influenza. Le dosi: il governo ne ha acquistate 24 milioni di dosi; ne sono state distribuite solo 10 milioni. 830 mila le persone che si sono vaccinate. La spesa: il contratto siglato conn la Novartis vale 184 milioni di euro. Considerato il flop delle vaccinazioni, non un grande investimento per la salute pubblica e per i cittadini contribuenti. Nonostante l’evidenza di questi risultati, il governo continua a tacere sull’intera vicenda. A questo punto conviene davvero domandarsi se il Grande Allarme mondiale non sia stato, in realtà, un Grande Bluff. Le principali case farmaceutiche però hanno fatto affari d’oro: la Roche ha decuplicato i suoi ricavi, a quota 2,6 miliardi; la Baxter ha intascato 750 miliardi; il gruppo Novartis punta ad incassare un miliardo in più proprio grazie alla pandemia; il gruppo inglese GSK ha un fatturato extra vicino ai tre miliardi. Sull’intera vicenda grava anche l’ombra di un pesante conflitto di interessi.

Lo ha segnalato Maria Antonietta Farina Coscioni con un’interrogazione del 12 gennaio scorso; un conflitto di interessi sanato – almeno apparentemente – solo di recente, con la nomina di Fazio a ministro della Salute, incarico fino alla fine del 2009 ricoperto da Maurizio Sacconi, ministro del Welfare. Sacconi è marito della dottoressa Enrica Giorgetti, direttrice generale di Farmaindustria, che aderisce in ambito internazionale alla Federazione Europea (EFPIA) e a quella mondiale (FIIM-IFPMA). Il ministero della Salute, attraverso l’Agenzia Italiana Farmaci (AIFA) stabilisce i prezzi dei farmaci, quali immettere in commercio e quali no; ha il controllo su Farmaindustria (che riunisce circa duecento imprese del farmaco. Un conflitto di interessi duramente censurato anche dall’autorevole rivista britannica “Nature”: “…le connessioni tra i ministeri della Salute e del Welfare con il sistema industriale sono sgradevolmente strette: per esempio la moglie del ministro Sacconi è direttrice generale di Farmaindustria, l’associazione che promuove gli interessi delle aziende farmaceutiche…”.

Valter Vecellio

L’inchiesta Non ne parla nessuno, ma le regioni hanno restituito al ministero della Salute milioni di dosi di vaccino H1N1 non utilizzate. Dopo mesi di allarmismo, è stato il ministro della Salute Ferruccio Fazio a riconoscere che “l’influenza è stata molto meno severa del previsto”. Tutto bene, dunque?

200 MILIONI DI EURO
40 milioni di dosi di vaccino acquistate, meno di 50mila i vaccinati, inare 24 milioni di persone, mentre risultano utilizzate appena 35.300 dosi; circa 200milioni di euro “regalati” alle case farmaceutiche.

4 MILIONI INFLUENZATI
Pandemia influenzale? proprio no. I casi di persone contagiate dal virus H1N1 sono stati poco più di 4 milioni (il picco si è registrato nel mese di novembre). I morti sono stati 210, lo 0,005 per cento. Una “normale” influenza.

6 INTERROGAZIONI
Sei le interrogazioni presentate da Maria Antonietta Farina Coscioni e dai parlamentari radicali: sul costo del vaccino; la natura del contratto stipulati con la multinazionale Novartis; il flop della campagna di vaccinazione. Dal ministro, silenzio.
 

Giovedì, 15 aprile, 2010 - 13:30

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it