Gli anni 70: la rivoluzione dei diritti civili

a cura della redazione

Il riconoscimento dell’obiezione di coscienza e l’abolizione dei Tribunali militari. 
Il riconoscimento legislativo dell’obiezione di coscienza viene introdotto in Italia dopo che per vent’anni gli obiettori, con i radicali in prima linea, affrontano detenzioni, processi e condanne per affermare il principio morale civile o politico di non collaborare con gli eserciti. È solo grazie a questa lotta che si arriva nel 1972 alla legge sull’obiezione di coscienza (la cosiddetta “Legge Marcora”). La lotta per l’obiezione di coscienza è anche lotta contro l’incostituzionalità dei tribunali militari. Con la legge 180 del 7 maggio 1981 viene approvata una profonda riforma dell'ordinamento giudiziario militare di pace, che assimila i tribunali militari a quelli ordinari,sottoponendoli sostanzialmente alla stessa disciplina.

Aborto, da reato di massa a legge dello Stato. Come evitare i referendum
Fino al 1978, in Italia l’aborto è considerato un reato,punito dal codice penale fra i “Delitti contro la integrità e la sanità della stirpe. Già dal 1973 l’aborto diventa un tema centrale nell’azione politica dei Radicali, che insieme al Movimento per liberazione della donna (Mld) promuovono azioni di disobbedienza civile. Il 13 gennaio viene arrestato il segretario del Pr, Gianfranco Spadaccia,successivamente saranno arrestate Adele Faccio ed Emma Bonino. Il 15 aprile parte in tutta Italia la raccolta delle firme. Si riescono a raccogliere per la prima volta le firme necessarie, che alla fine saranno 750.000. Con le elezioni anticipate nel ’76, il referendum slitta al ’78. Per evitare a tutti i costi lo scontro sull’aborto, viene varata a maggio la legge194, frutto di un compromesso fra Dc e Pci. I deputati radicali votano contro, reclamando una legge più liberale, fondata sul principio di autodeterminazione della donna, che ispirerà il referendum abrogativo parziale del 1981.

Le riforme di liberazione sessuale “GLBT”
La questione omosessuale assume una dimensione pienamente politica durante il congresso radicale di Milano del novembre‘74, quando il Fuori! (il primo movimento organizzato degli omosessuali) e il Pr sottoscrivono un patto federativo. La presentazione nel 1976 - per la prima volta al mondo in elezioni politiche nazionali - di candidati esplicitamente omosessuali, e la loro elezione. La manifestazione a difesa degli omosessuali nei paesi in cui l’omosessualità è punita con il carcere o con la morte: Pezzana a Mosca nel ‘77, Francone a Teheran nel ‘79 e di nuovo a Mosca nell’80. Le numerose iniziative in sede Onu e Ue che vedono i Radicali impegnati a garantire l’accesso alle istituzioni dei rappresentanti delle organizzazioni GLBT. Infine, la prima legge italiana di riconoscimento delle persone transessuali (164/1982).

La depenalizzazione del consumo personale di droghe
Dalle “contro-inaugurazioni” dell’anno giudiziario del ’65, in cui denunciano in tutte le procure della Repubblica il fallimento del proibizionismo,al convegno su “Libertà e droga” del ‘72, alla lettera di Marco Pannella al Messaggero dopo l’arresto di 17 giovani romani accusati di aver fumato hashish, tutta la politica radicale è finalizzata alla richiesta di un grande dibattito pubblico per favorire decisioni democratiche e consapevoli intorno alle leggi in vigore. il 2 luglio 1975 Marco Pannella annuncia che fumerà pubblicamente uno “spinello” I presidenti delle Camere acconsentono all’apertura del dibattito sul tema enel dicembre del ‘75, è approvata una legge che distingue lo spacciatore dal consumatore,depenalizzando l’uso di alcune sostanze.

 

Lunedì, 22 novembre, 2010 - 17:35

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