In futuro un portale della sanità italiana

di Ferruccio Fazio

La verifica sulla qualità del sistema sanitario è una delle priorità del Ministero, che in attesa di un portale della sanità italiana, sta mettendo in rete i Cup e i centri di eccellenza.

Con tutto il rispetto non devono essere l’Espresso o Panorama a dirci dove e da chi farci curare.

Come non essere d’accordo con l’appassionata oratoria di Cosentino? Essendo più un tecnico che un politico vorrei affrontare il problema da un punto di vista pratico, ovvero in base alle cose fatte e a quelle da fare nel settore della sanità. Innanzitutto credo nell’informazione e nella trasparenza. Partirei dai tre punti di Crivellini: nomine, sistemi di valutazione e problematica di informazione. Sul primo nodo focale dico poche parole: c’è un disegno di legge al momento che prevede delle verifiche periodiche, e tra queste la verifica ex post è quella più importante. Tuttavia quello che mi sta più a cuore sono i sistemi di valutazione: non siamo sulla strada ora di una authority, ma piuttosto siamo indirizzati verso una agenzia collegata con il Ministero per avere quelle necessarie valutazioni. Vorrei precisare che non siamo stati con le mani in mano, anzi siamo in una fase successiva: abbiamo raccolto già diverse informazioni, ad esempio sulla diagnostica, o le cure primarie. Possiamo già avere una mappa di tutte le Asl con le loro prestazioni. Se i dati non sono stati ancora pubblicati è perché ancora non sono definitivi. Sul sistema di valutazione stiamo facendo il possibile; le prospettive sono due: o una authority o una agenzia collegata al ministero. Sugli strumenti lasciate decidere a noi, ma sul principio siamo tutti d’accordo. In ultimo, alcune considerazioni sull’informazione: per adesso sul web abbiamo aziende farmaceutiche, siti generalisti come wikipedia, siti delle associazioni dei pazienti, siti del benessere, siti istituzionali. Il nostro sito è in fase di ricostruzione: stiamo valutando l’ipotesi di un portale della sanità italiana:ma dobbiamo avere prima un tavolo con le regioni e non buttar via il Progetto Mattoni. Con tutto il rispetto non devono essere l’Espresso o Panorama a dirci dove e da chi farci curare. Saranno intanto disponibili le reti di eccellenza; contemporaneamente stiamo provvedendo a mettere in rete anche i Cup, perché le regioni devono essere in grado di saper dialogare.

Mercoledì, 8 luglio, 2009 - 15:35

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