Fare biotestamento serve...eccome se serve

di Mina Welby

Una valanga di ricorsi seppellirebbe la legge Calabrò se fosse approvata

Azzerare il deficit di libertà … sembra che più ci si impegni per aumentare lo spazio di libertà e più questo spazio si restringa. Guardando in dietro nel tempo, quando ancora erano sul campo con i loro corpi Luca Coscioni e Piero Welby, con la loro parola vibrante, e hanno fatto da apripista e lottatori in prima fila fino a morire di libertà, ci siamo impregnati del loro spirito e l’Associazione Luca Coscioni ha preso il testimone per continuare la loro lotta. Ricordate come erano andate le cose?
Qualcuno di noi sa o si ricorda che nell’anno 2004 è stato depositato un testo di disegno di legge “ Norme per la depenalizzazione dell’eutanasia”?
Un testo semplice chiaro e limpido, primo firmatario il Sen. Alessandro Battisti (Margherita). Si parla dell’articolo del codice penale 579, che commina una pena di 12 anni per il suicidio assistito. Oggi la proposta di legge Calabrò in modo equivoco inserisce l’articolo del cp. 579 e impedisce al medico di procedere alla desistenza terapeutica, cioè a interrompere delle terapie diventate inutili per la salute e il benessere del malato, nonostante la persona in questione abbia manifestato per iscritto la propria volontà. Quando il Dott. Riccio sedò Welby, su sua richiesta, si disse che era eutanasia passiva. Ecco che tipo di eutanasia si voleva depenalizzare. Ma il codice deontologico medico già lo ha fatto. Proprio quello che il Parlamento tutto, con la proposta di legge Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, vuole impedire e arriva al punto di ostinazione nel rifiutare desistenza terapeutica, con la certezza di possedere l’unica verità, e si brucia sul rogo dell’intolleranza migliaia di vite che già bruciano nel dolore. Il Parlamento impone le proprie norme e visioni morali a tutti i cittadini in Italia e non dà libertà di coscienza.
Siamo liberi di scegliere finché siamo capaci, quando non lo saremo più ci viene negata la libertà di scelta. È una grave lesione della nostra libertà, affermata dall’art. 3 della nostra Costituzione: tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge senza distinzioni di condizioni personali, cioè non essendo più capaci, non siamo più alla pari con chi è capace. È come trattare come un bambino un malato che non riesce a parlare. Sento spesso che non esistendo una legge non si possa fare il testamento biologico. È una scrittura privata, se autenticata da un notaio o da un funzionario comunale allo sportello per le autenticazioni notarili sostitutive e ha valore legale. Nella Repubblica Federale Tedesca per molti anni era stata valida e rispettata dai medici, nonostante non ci fosse ancora la legge, solo su una sentenza della Cassazione e già due anni fa la Germania aveva un database di oltre 8 Milioni di testamenti biologici.
Mi chiedete a cosa possano servire i nostri testamenti biologici depositati nei registri comunali o presso dei notai o nella Chiesa Valdese o presso Associazioni come la nostra e da cittadinanza attiva ecc. Servono e come servono! Sono utili per innescare ricorsi a valanga e ottenere l’annullamento della futura legge Calabrò contro la nostra libertà di scelta.
Dispiace quando ci sono amministrazioni dove si equivoca la richiesta avanzata dai cittadini di istituire questo registro. Non si tratta di una legge che deve fare il comune o che debba entrare nel merito del contenuto del documento. Le amministrazioni hanno il dovere di tutelare i diritti dei cittadini anche con l’autenticazione delle firme allo sportello delle autentiche notarili sostitutive dove con una minima spesa tutti possono accedere.
Quale sarebbe la soluzione? Esistendo tante verità quanti sono gli uomini sulla terra, serve una legge che lasci a ognuno la ragione della propria verità e nessuno imponga a nessuno la propria.

 

Giovedì, 1 dicembre, 2011 - 14:35

Eccetto dove diversamente specificato i contenuti di questo sito
sono rilasciati sotto la licenza Creative Commons: Attribuzione della paternità

Licenza Creative Commons

cc Associazione Luca Coscioni, via di Torre Argentina, 76 - 00186 Roma, Italia.
Tel. 06 689 79 286, Fax. +39 06 23 32 72 48, Email info [at] lucacoscioni.it
Posta Certificata: associazionelucacoscioni [at] pec.it