E-democracy: la rivoluzione possibile

a cura di Password

Una firma o una sottoscrizione facile quanto un "mi piace" su Facebook? Mai più code? Email invece delle raccomandate? Accedere online a tutte le informazioni ora segrete delle amministrazioni pubbliche? La rivoluzione è possibile con due strumenti, posta elettronica certificata e la firma digitale, che l'associazione Agorà Digitale sta promuovendo distribuendole ai suoi iscritti. Tutti "Civil Hacker" per imporre innovazione e legalità alla pubblica amministrazione.  

Campagna iscrizioni di Agorà Digitale
Un’associazione che emette strumenti di firma digitale e di posta elettronica certificata? Sì. Agorà Digitale è già pronta a fornire i due strumenti di azione nonviolenta per una “lotta” digitale. Senza burocrazie inutili puoi avere firma digitale e posta elettronica certificata per tuo uso e anche per supportare le battaglie dell'associazione tramite l'iscrizione a 80 Euro: 15 in più dei 65, prezzo minimo di questi strumenti in commercio. 80 euro per l'iscrizione ad Agorà Digitale, la firma digitale, il lettore smart-card, la posta elettronica certificata. Anche in due rate da 40 Euro. La tessera dell'associazione è insieme anche la stessa smartcard. Su www.agoradigitale.org/civilh acking trovi anche condizioni particolari fino a 50 euro. Se Internet è il futuro, ciò potrebbe rappresentare uno dei migliori investimenti.

Come guadagnarsi la trasparenza
Inutile girarci attorno: l’avvento dell'era digitale ci aveva promesso una rivoluzione di trasparenza e di partecipazione che non arriva. La Rete muta i nostri rapporti sociali, il modo di lavorare, il modo di cercare notizie e informazioni. Ma appena si passa dagli individui ai sistemi di potere, la trasparenza, la disintermediazione, la semplicità dei rapporti tipici del mondo digitale scompaiono o, se mai persistono, diventano estremamente selettivi, disinnescati nel loro potere dirompente. Il potere “salvifico” di Internet dovrà necessariamente fare i conti con l’intelligenza di selezionare gli strumenti giusti, avviando lotte possibili, con le energie e il tempo che ciascuno di noi ha. Cominciando, intanto, a strappare documenti e informazioni importantissimi dai cassetti degli amministratori e dalle mani dei nominati tramite azioni di accesso agli atti (vedi box in alto). Riversandoli nella rete. Tutti "Civil Hacker" per imporre innovazione e legalità alla pubblica amministrazione.

La campagna radicale per i diritti digitali dei cittadini
Una Class Action nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, della Regione Campania, della Regione Basilicata e del Comune di Roma per violazione delle norme in materia di Posta Elettronica Certificata (PEC). Il D. Lgs. n. 82/2005 (“Codice dell'Amministrazione Digitale”), prevede l’obbligo per le PA di rendere pubblico nella pagina principale dei propri siti internet un indirizzo di Posta Elettronica Certificata cui poter rivolgersi. Alla scadenza del 30 giugno 2009 questi enti non hanno ancora pubblicato l'indirizzo PEC sui rispettivi siti internet. Da qui la diffida preliminare all'avvio di una Class Action (D. Lgs. n. 198/2009) da parte di Radicali Italiani e dell’associazione Agora Digitale, difesi dall’avvocato Ernesto Belisario. L'obiettivo? Semplificare i rapporti tra cittadini e amministrazioni, renderne più efficienti i servizi, migliorare la qualità delle vita degli utenti (tutti) e consentire ingenti risparmi di tempo e denaro rispetto alla posta tradizionale. Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani e Luca Nicotra, Segretario dell'Associazione Agorà Digitale hanno dichiarato: “La violazione delle leggi da parte delle istituzioni pubbliche, vera peste del nostro Paese, impedisce a milioni di italiani di accedere ai servizi digitali e di ridurre tempi e costi. Forse Tremonti non lo sa, ma c’è una tassa aggiuntiva che il suo Ministero impone agli italiani: è la “tassa” delle raccomandate che paga chiunque voglia rivolgersi ai suoi uffici.” Questa campagna parte a pochi giorni dall'iniziativa di Civil Hacking di Agorà Digitale che proprio con posta elettronica certificata e firma digitale vuole mettere nelle mani dei cittadini la possibilità di imporre trasparenza e partecipazione alle amministrazioni pubbliche.

 

Giovedì, 2 settembre, 2010 - 15:18

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