Depenalizzare per credere. Il caso portoghese

a cura della redazione

Lucio Scudiero, sul sito dell’associazione Libertiamo, riassume così le conclusioni di uno studio pubblicato dal think tank americano Cato Institute sulle politiche della droga in Portogallo: “Prima di depenalizzare l’uso personale di stupefacenti, il Portogallo aveva un alto tasso di tossicodipendenze. Oggi, scrive Greenwald, ‘ha il più basso tasso di consumo di marijuana in Europa e uno dei più bassi di cocaina” che “hanno diminuito, ovviamente, anche gli effetti delle patologie connesse all’uso di stupefacenti, come la trasmissione di Hiv, epatiti e morti da abuso’. Da quando in Portogallo non è più un problema di politica criminale, l’uso di droga è divenuto un problema di natura medico-assistenziale. ‘Le persone trovate in possesso di stupefacenti – scrive Greenwald – non sono più arrestate o trattate come criminali. Al contrario, vengono inviate davanti una commissione di esperti medici, che gli offre l’opportunità, senza obbligarli, di accettare un trattamento di recupero finanziato dallo Stato’”.
www.cato.org

 

Lunedì, 22 novembre, 2010 - 19:05

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