Dalle rivendicazioni alle soluzioni

di Giuseppe Scaramuzza

E’ stata istituita una equipe di cittadini e dirigenti Asl che controlli vari servizi sanitari per denunciare e proporre soluzioni.

Vorrei riprendere due punti già trattati dagli altri relatori: il primo è che il cittadino va visto come risorsa e non come un problema; da qui partirei, il cittadino informato, competente. Nel nostro mondo ci sono improvvisazioni su questa tematica, e su questo ha ragione Manfellotto; secondo, per quanto concerne la questione della valutazione, credo che le organizzazioni civiche debbano formarsi e lavorare prima di creare strumenti adeguati di valutazione.

Noi abbiamo da un po’ di anni avviato un programma chiamato Audit Civico: noi con i dirigenti di varie Asl d’Italia, nominati dalla direzione generale, e con una vera equipe di cittadini formati andiamo insieme a verificare se nei servizi da noi scelti i diritti dei cittadini sono garantiti. Il nostro metro di misura sono i 14 punti della carta europea dei diritti del malato, emanata da parecchi anni. La settimana scorsa a Strasburgo abbiamo organizzato un evento per una raccolta firma. Stiamo effettuando una raccolta di firme per chiedere al Parlamento Europeo di istituzionalizzare questa carta: tra i 14 diritti il terzo è quello all’informazione. È importante la collaborazione con i vari soggetti del mondo della sanità.

In sostanza con l’attività dell’Audit Civico passiamo, volendolo dire a mo’ di slogan, dal rivendicazionismo alla governance: continuiamo a denunciare tutte le cose che non vanno bene ma insieme a queste proponiamo le soluzioni, nuovi metodi, nuovi vie per rimuovere i diritti che vengono calpestati, e su questo c’è molto da lavorare. Segnalo alcune cose concrete: questo programma dell’Audit Civico prevede una serie di attività che vanno avanti per mesi: riunioni, attività di monitoraggio sul campo nei reparti degli ospedali, a livello territoriale, a vedere come funziona l’assistenza domiciliare, quanto viene rispettato il diritto a non soffrire, ovvero il dolore inutile, tutta una serie di indicatori dunque. Nella regione Lazio abbiamo avuto l’esempio da parte di due Asl romane che hanno preso sul serio i nostri indicatori e in cui i direttori sanitari hanno trasformato le criticità dell’Audit Civico in obiettivi di budget per i loro dirigenti.

La diffusione delle buone pratiche è un altro punto fondamentale: diffondere tutta una serie di attività che possono migliorare le situazioni che creano spesso il disagio e incrinano il rapporto tra medico e cittadino. Ad esempio le cartelle cliniche ad oggi sono consegnate troppo lentamente rispetto ai 30 giorni previsti dalle legge. Un valido strumento è la cartella clinica digitale, dove non si perde nessuna traccia e grazie a cui non si generano contenziosi su come il medico scrive la diagnosi. In ultimo, in base alla raccolta dati del 2008, è da segnalare che il vero problema sta nel consenso informato che avviene molto spesso in maniera frettolosa. Questo è una questione su cui i cittadini hanno il diritto di dire la loro.
 

Mercoledì, 8 luglio, 2009 - 13:07

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